Banane: il fungo killer che le sta distruggendo

La varietà più colpita è la Cavendish, che risulta anche la più venduta in tutto il mondo. L'inutile e dannoso utilizzo di fitofarmaci.

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Un micidiale fungo killer sta mettendo a rischio la varietà di bane più venduta al mondo, la Cavendish, che dagli anni Cinquanta è subentrata alla Gros Michel, considerata da molti più aromatica. Quando la Gros Michel fu devastata dalla prima epidemia della malattia di Panama, i produttori adottarono la Cavendish, che allora era resistente a quel ceppo del fungo. Da quel momento tutta l’infrastruttura mondiale (piantagioni, navi, impianti di maturazione e supermercati) si è organizzata intorno a questa varietà, che rappresenta quasi la metà di tutte le banane coltivate e vendute al mondo.

Di fatto, i big del settore hanno scelto una sorta di monocoltura, per il semplice motivo che la Cavendish è la banana più redditizia rispetto a tutte le altre varietà: i suoi raccolti sono abbondanti, matura in modo omogeneo  (e questo facilita il trasporto e abbatte i costi della logistica), può essere raccolta verde e conservata nelle celle frigorifero, ha un sapore uniforme gradito alla grande distribuzione, il principale canale di vendita delle banane. 

Ma, per una sorta di legge del contrappasso, la miope visione dei produttori di banane non ha fatto i conti con il ritorno del fungo killer, che questa volta ha colpito proprio la Cavendish. 

Il fungo killer è un ceppo del fungo  Fusarium oxysporum f. sp. cubense, noto come Tropical Race 4 (TR4), che provoca la cosiddetta malattia di Panama (quella che aveva distrutto la Gros Michel). La sua azione è micidiale in quanto attacca le radici della pianta e ne blocca il sistema vascolare, facendola appassire fino a morire, e riesce a sopravvivere per decenni, rendendo molto difficile la coltivazione sugli stessi terreni infestati dal fungo killer. 

Per provare a fermare il TR4, i produttori sono andati giù pesante con i fitofarmaci fungicidi. Inutilmente. Il fungo killer vive nel suolo, non sulla superficie delle foglie o dei frutti, raggiunge la pianta attraverso le radici e colonizza i vasi che trasportano acqua e nutrienti. Una volta all’interno della pianta, è molto difficile raggiungerlo con trattamenti chimici. Inoltre produce spore estremamente resistenti (clamidospore), che possono rimanere vitali nel terreno per oltre 20 anni, anche in assenza di banani. In compenso, l’uso così sciagurato dei fitofarmaci che  si sono rivelati poco efficaci, ha compromesso la sicurezza alimentare delle banane più vendute al mondo, che rischiano così di essere “inquinate”, anche se la buccia offre una buona protezione al frutto.

La diffusione del fungo killer è molto estesa in tutte le aree di produzione della Cavendish, con questa spalmatura:

  • Taiwan: è il primo luogo dove il TR4 è stato identificato, tra gli anni ’60 e ’90. La produzione di Cavendish è crollata rispetto ai livelli storici e il Paese ha perso gran parte della sua competitività nell’export. 
  • Indonesia e Malesia: negli anni ’90 migliaia di ettari di piantagioni commerciali sono stati devastati, con perdite economiche di centinaia di milioni di dollari. 
  • Cina: è oggi uno dei Paesi più colpiti. Il fungo si è diffuso in tutte le principali province produttrici di banane, costringendo spesso i coltivatori ad abbandonare i terreni infetti e ad aprire nuove piantagioni altrove. 
  • Filippine: rappresentano uno dei casi economicamente più importanti, perché sono tra i maggiori esportatori mondiali di Cavendish. Nella sola isola di Mindanao migliaia di ettari risultano infetti e circa 3.000 ettari sono stati abbandonati secondo le associazioni dei produttori. 
  • Mozambico: è stato il primo grande focolaio africano, comparso nel 2013 in piantagioni commerciali di Cavendish. 
  • America Latina: il TR4 è arrivato nel 2019 in Colombia, poi è stato rilevato in Perù e Venezuela. Questa è la regione che preoccupa maggiormente perché produce la maggior parte delle banane esportate verso Europa e Nord America. 

La situazione è poi aggravata dagli effetti della crisi climatica.  Le precipitazioni intense e le alluvioni possono trasportare il terreno contaminato e le spore del fungo da un campo all’altro attraverso l’acqua, aumentando il rischio di diffusione.Inoltre la varietà Cavendish produce frutti che sono molto sensibili alle condizioni geo-climatiche: queste banane, per crescere, hanno bisogno di una temperatura compresa tra i 15 e i 35 gradi, e anche di un’irrigazione costante, ma non troppo abbondante. Con la crisi climatica aumentano temperature e alluvioni, che peggiorano un quadro già molto compromesso dal fungo killer. 

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