Di fronte alle ondate di influenza (o anche di semplici raffreddori) si rafforza una falsa credenza, del tutto sbagliata: colpa del freddo. Semmai è vero il contrario, ovvero che l’influenza e il raffreddore diventano più comuni con l’arrivo del freddo, in quanto usciamo meno, trascorriamo più tempo a casa, al chiuso, e qui abbiamo più contatti ravvicinati con altre persone: tutte circostanze ideali per la diffusione dei virus. E sono i virus, e non le temperature, a procurare raffreddore e influenza, semmai il freddo può aumentare l’esposizione al rischio di infezioni in quanto affatica l’organismo e riduce la reazione delle difese immunitarie, ma non per questo causa l’influenza.
L’unico modo con il quale il freddo può favorire la diffusione di virus è indiretto: in inverno, il riscaldamento rende l’aria più secca, le mucose del naso e della gola si seccano e diventano meno efficienti nel bloccare virus e batteri.
Non a caso, il rinovirus (uno dei virus respiratori più diffusi al mondo), che generalmente provoca il raffreddore, con un’infezione alle vie respiratorie superiori, ha il suo picco quando i bambini tornano a scuola (e non in inverno) e i germi si diffondono nelle aule spesso areate molto male. Uno studio scientifico del 2007 spiega bene come il freddo di per sé non causa l’influenza , mentre un fattore-chiave per la diffusione del virus influenzale è legato all’umidità dell’ambiente dove circola.
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