Il fiume Aniene, a Roma, può essere considerato un simbolo della crisi ambientale, con cittadini incivili, falsi imprenditori che speculano e amministratori locali inermi. E qualche volontario di buona volontà che almeno ha il coraggio di denunciare i misfatti.
Il fiume è diventato uno discarica di carcasse di frigoriferi, gettati da singoli cittadini che non sapevano come disfarsene, e da organizzazioni che li svuotano, in modo illecito, recuperano i componenti di lavoro (per esempio il rame) e tutto il resto lo lasciano nel fiume Aniene. In questo caso, provengono da una delle più grandi discariche di elettrodomestici mai viste in Italia. Si chiama “Frigo valley” e si trova nel territorio del comune di Tivoli, a poca distanza dalla bretella dell’autostrada A1 e dalla riva del fiume Aniene.
I frigoriferi abbandonati contengono idrofluorocarburi (HFC) e gas refrigeranti che, se dispersi, risultano altamente lesivi per l’ozono e per l’ecosistema fluviale.
Un frigorifero abbandonato in un fiume è molto più di un semplice “rifiuto ingombrante”: può creare diversi tipi di danni ambientali e anche rischi indiretti per le persone.
Innanzitutto, c’è il problema dei refrigeranti (i gas usati nei vecchi sistemi di raffreddamento). Nei modelli più datati possono esserci sostanze come CFC o HFC, che:
- possono essere altamente inquinanti per l’atmosfera se rilasciate,
- e in alcuni casi contribuiscono anche all’effetto serra o alla distruzione dell’ozono (nei vecchi CFC).
Poi ci sono gli oli e lubrificanti del compressore, che:
- possono finire nell’acqua,
- formano pellicole oleose che riducono l’ossigenazione,
- danneggiano pesci e microrganismi.
Un altro problema è la degradazione dei materiali:
- plastiche e schiume isolanti si frammentano in microplastiche,
- metalli e vernici possono rilasciare sostanze tossiche nel tempo.
Dal punto di vista fisico, un frigorifero nel fiume può anche:
- ostruire il flusso dell’acqua (soprattutto se si accumulano più rifiuti),
- creare zone di ristagno favorevoli a degrado e cattivi odori,
- diventare una trappola per fauna acquatica (pesci, uccelli, piccoli mammiferi).
Infine c’è l’aspetto sanitario e paesaggistico: questi oggetti favoriscono un ambiente degradato, che spesso attira altri abbandoni illegali.
Purtroppo le carcasse dei frigoriferi gettate nell’Aniene hanno poi come destinazione finale il fiume Tevere, già molto inquinato. Le ultime rilevazioni nel tratto urbano hanno individuato livelli di contaminazione fecale fino a 400 volte superiori ai limiti per la balneabilità e 80 volte oltre la soglia suggerita per gli scarichi provenienti dai depuratori.
L’unica buona notizia, in questo quadro così devastante, è che la scoperta delle carcasse che invadono l’Aniene è stata fatta da alcuni volontari che frequentemente navigano lungo il fiume proprio per individuare i punti di maggiore crisi ambientale.
Fonte immagine di copertina: La Repubblica
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