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Falsi invalidi: fermare gli abusi, ma non colpire i veri malati

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C’è una bella contraddizione che sta venendo fuori a proposito del fenomeno dei falsi invalidi. Si fa fatica, troppi vincoli burocratici e troppa lentezza nelle indagini, per colpire gli abusi e individuare gli imbrogli, ma intanto si mettono i veri invalidi in condizioni sempre più difficili per ottenere l’assegno previsto dalla legge. I numeri parlano. Nel corso del 2012 la Guardia di Finanza è riuscita a scovare soltanto 1.047 casi di falsi invalidi (in alcuni casi, come a Napoli, sono stati fatti anche degli arresti), una infima minoranza rispetto alla platea dei 2milioni e 800mila italiani che accedono a questo tipo di copertura previdenziale.

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Un vero buco nell’acqua, insomma. Intanto però il calvario per i veri invalidi aumenta, nonostante che la legge preveda un tempo-limite, 120 giorni, per l’approvazione definitiva della pratica e la concessione della pensione di invalidità. Secondo il Rapporto su Invalidità civile e burocrazia, presentato dall’associazione Cittadinanzattiva, i tempi di queste pratiche sono sempre più biblici.

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Non basta un anno, per esempio, a un cieco per ottenere la sua pensione di invalidità, e più o meno lo stesso tempo trascorre per chi è infermo. I ritardi si traducono anche in sprechi di denaro pubblico per le casse dello Stato. Secondo Cittadinanzattiva, grazie a questi ritardi, si sprecano 24 milioni di euro, ai quali bisogna aggiungere 34 milioni di euro assegnati ai medici dell’Inps per la catena di controlli, Così il pachiderma della nostra burocrazia consente ai falsi invalidi di farla franca, ed a quelli veri di restare senza assegno previdenziale.