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Equoevento, l’associazione che recupera il cibo avanzato e lo distribuisce ai poveri

Tantissime le aziende, le istituzioni, le federazioni e le associazioni sportive che hanno scelto di mettere a disposizione dell’associazione il cibo avanzato in occasione dei diversi eventi organizzati. E aumentano ogni giorno di più gli sposi che decidono di donare a Equoevento il cibo in eccedenza al buffet del proprio matrimonio.

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EQUOEVENTO ONLUS –

Recuperare il cibo avanzato in occasione di eventi come matrimoni, serate di gala, convegni e inaugurazioni per poi distribuirlo alle mense per i poveri, alle case famiglia, ai centri per i rifugiati e alle associazioni caritatevoli: questo l’obiettivo di Equoevento Onlus, un’organizzazione senza scopo di lucro, fondata nel 2013 a Roma da quattro giovani professionisti di compresa tra i 25 e i 30 anni, per offrire un pasto a chi è in difficoltà e azzerare gli sprechi.

LEGGI ANCHE: In Spagna i “Frigoriferi solidali” per contrastare lo spreco di cibo

SPRECHI ALIMENTARI NEL SETTORE DEGLI EVENTI –

Come rilevano gli ultimi dati statistici, il settore degli eventi produce scarti alimentari pari a circa il 10 per cento di quanto fornito, per un totale di 12,5 milioni di tonnellate di cibo non utilizzato soltanto in Europa, quantità in grado di sfamare annualmente circa 70mila persone.

Tantissime le aziende, le istituzioni, le federazioni e le associazioni sportive che hanno scelto di collaborare con Equoevento mettendo a disposizione dell’associazione il cibo avanzato in occasione dei diversi eventi organizzati. E non solo, aumentano ogni giorno di più gli sposi che decidono di donare a Equoevento il cibo in eccedenza al buffet del proprio matrimonio: un gesto importante per sensibilizzare tutti su quanto sia importante condividere la propria felicità con chi è meno fortunato e vive in situazione di povertà.

L’ATTIVITÀ DI EQUOEVENTO –

Una volta concordato il ritiro degli alimenti, i volontari di Equoevento si recano sul posto con il furgone frigo, prelevano il cibo mediante appositi contenitori e lo distribuiscono all’ente caritativo più vicino.

Una pratica virtuosa e solidale quella portata avanti da Equoevento che ha permesso all’associazione di aggiudicarsi un importante riconoscimento internazionale classificandosi prima tra 1500 startup provenienti da 38 paesi in un contest sulla sostenibilità svoltosi a Vienna in occasione dell’IFES World Summit 2015.

In meno di un anno dalla fondazione dell’associazione, oltre a Roma, Equoevento ha aperto una sede operativa anche a Milano: le prossime aperture nazionali coinvolgeranno Torino e Pescara. E non solo in Italia: nel mese di novembre Equoevento aprirà anche la prima sede internazionale a Madrid. L’obiettivo è quello di coprire il territorio nazionale e di arrivare ad una condizione di eventi a spreco zero su tutto il territorio.

PER APPROFONDIRE: Il cibo che buttiamo via è come se lo avessimo rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame! (Papa Francesco)

I VOLONTARI DI EQUOEVENTO –

In occasione della candidatura di Equoevento, abbiamo ricevuto anche la testimonianza di una volontaria dell’associazione, Manuela Trerotola, che ringraziamo per aver condiviso con noi quanto l’esperienza del volontariato sia un passo importante per il cambiamento culturale e sociale:

Ero in cerca di un’esperienza personale nuova, sono sempre stata molto attiva nel sociale ma volevo dedicarmi al volontariato in modo concreto! Cercavo un’associazione che avesse obiettivi mirati, un riscontro immediato e un valore sociale tangibile. Equoevento ha avuto l’intuizione e la capacità di coniugare due realtà estremamente distanti tra loro, riducendone il divario: il mondo degli eventi, celebrati con abbondanza di cibo di alta qualità, e gli enti caritatevoli che si occupano del sostegno e dell’assistenza dei più bisognosi. L’attività svolta da Equoevento permette di ottimizzare le risorse alimentari puntualmente sprecate durante gli eventi, riuscendo inoltre ad educare e sensibilizzare alla condivisione e alla generosità verso l’altro. Fare volontariato, in generale, è un esperienza di crescita personale, di confronto continuo con altre persone, uno sguardo più vero sui problemi che ci circondano anche se non ci toccano direttamente. Essere un Volontario Equoevento vuol dire far parte, in prima persona, di un processo che punta non solo ad un cambiamento culturale e sociale ma, attraverso il recupero e la ridistribuzione dei pasti, è una occasione importante per confrontarsi con quelle realtà che a volte ci sono estranee, come la povertà e il disagio sociale, scegliendo di essere parte di un cambiamento!”.

Il progetto è in concorso per l’edizione 2015 del Premio Non Sprecare. Per conoscere il bando e partecipare vai qui! 

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