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Cure dei tumori con farmaci low cost: l’India apre una strada per tutti i paesi

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Anche il cancro si può curare con farmaci low cost. La sentenza della Corte suprema indiana, che ha respinto il ricorso della multinazionale Novartis per difendere il brevetto dell’anitumorale Glices (nome chimico: imatinib), apre uno spiraglio importante nell’uso dei farmaci generici e non potrà essere ignorata dai paesi del mondo occidentale. Il Glivec, prodotto dalla Novartis, ha mostrato buoni risultati nella cura contro la leucemia ed altre forme tumorali. Ma è una medicina per ricchi: un solo trattamento costa infatti circa 2.500 euro al mese. La stessa cura, con un farmaco generico equivalente a quello prodotto dalla Novartis e attualmente disponibile sul mercato indiano, costa invece 170 euro al mese. Un abisso, più che una differenza. E anche la Bayer non è riuscita a difendere l’esclusiva di un suo prodotto adatto alla terapia per il tumore al fegato.
La sentenza di News Delhi è un colpo al cuore alla seconda multinazionale mondiale del farmaco, e apre una nuova era nel settore dei brevetti. Con questa decisione, infatti, non si cancellano i brevetti, ma si contrasta il monopolio delle grandi multinazionali farmaceuti che fanno il bello e il cattivo tempo sfruttando anche l’emotività e la disperazione di ammalati ai quali vengono imposti prezzi inaccessibili.

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Tra l’altro, la ricerca faramecutica in India è molto avanzata, anche grazie al basso costo della manodopera, per cui molte imprese occidentali commissionano proprio in India la produzione di materie prime per poi utilizzarle con farmaci griffati ad alto costo. L’uso del generico in terapie così costose e complesso ha un precedente: da quando è stato consentito, le medicine per combattere l’Aids sono scese anche del 90 per cento. E la decisione indiana non potrà non fare scuola in tutti i paesi occidentali, compresa l’Europa e l’Italia, aprendo al strada a un uso ragionevole dei farmaci low cost.

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