Costi extra Ryanair | Non sprecare
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Costi extra, dal bagaglio al check in, in continuo aumento. Ma Ryanair è ancora una compagnia aerea low cost?

Check in cartaceo a 60 euro. Bagaglio a mano 25 euro. Alla fine il viaggiatore paga un doppio biglietto: uno per il volo e l’altro, pari a un ulteriore 50 per cento, per gli extra. La verità dai bilanci della società e dai suoi ricavi

Ma siamo sicuri che viaggiare con Ryanair, la più importante e potente compagnia aerea low cost del mondo, sia sempre un buon affare per i consumatori? E siamo sicuri che, dietro tante etichette di «risparmio» e «vantaggi», non ci sia qualche spreco-stangata per i viaggiatori, specie i meno giovani?

COSTI EXTRA RYANAIR

L’ultimo colpo arriva dai meccanismi del check in. Come capita spessa, la società irlandese in modo improvviso e unilaterale ha cambiato le carte in tavola sui costi aggiuntivi per questo elementare quanto indispensabile atto di viaggio. In pratica: se non fai il check in online entro le dure ore precedenti alla partenza e punti su quello cartaceo, non te la cavi con una spesa inferiore ai 55-60 euro. È chiaro che, in un caso del genere, la tendenza a spostare verso il web tutte le procedure precedenti all’imbarco, serve solo a giustificare ricavi extra a favore della compagnia. Tra l’altro, se un passeggero non è un esperto navigatore, o non ha l’età da smanettone online, è chiaro che si ritroverà nella trappola di chi è costretto a pagare un prezzo del biglietto Ryanair molto diverso da quello che immaginava e da quello che era stato pubblicizzato.

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COSTO EXTRA BAGAGLIO A MANO RYANAIR

Il film sul check in ripete quanto già visto con il bagaglio a mano. Anche qui, a colpi di comunicati improvvisi e unilaterali, Ryanair ha di fatto reso impossibile viaggiare senza spendere un costo extra per imbarcare un bagaglio. E il prezzo di questo servizio non ha fatto altro che salire, da 6 a 25 euro: un’altra spesa che modifica in modo sostanziale la tariffa di un biglietto aereo che così perde il connotato autentico di low cost.

La mossa della compagnia è finita anche nel mirino della magistratura, con una serie di cause avviate da viaggiatori in tutta Europa. E in Spagna, dal tribunale di Madrid, è arrivata una prima sentenza che potrebbe fare scuola: Ryanair è stata costretta a restituire al cliente il costo extra per il bagaglio a mano (25 euro, appunto), in quanto giudicato come una violazione dei diritti del passeggero. Se questa sentenza farà scuola, è chiaro che per Ryanair sarà più difficile andare avanti, manu militari, con la politica commerciale dei costi per servizi aggiuntivi che si sommano a quelli per il biglietto-base.

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COSTO CHECK IN CARTACEO RYANAIR

Ma non bisogna farsi troppe illusioni. Leggendo con attenzione il bilancio di Ryanair si scopre, infatti, che l’intero impianto dei ricavi della società si fonda sulle stangate extra biglietto riservate e messe in fila per i passeggeri. Tanto che 2,44 miliardi di entrate, pari a un terzo di tutti i ricavi, arrivano proprio dagli extra, come il bagaglio imbarcato e non più a mano e il check in cartaceo e non online. E ancora: ogni passeggero di Ryanair già oggi paga un doppio biglietto. Fatto 100 il valore di quello principale, ci sono, mediamente, altri 50 euro di spese extra che vanno ad aggiungersi al costo iniziale. Questo extra viene classificato nel bilancio come entrata da fonti «ancillary», letteralmente: ancillari, rispetto al viaggio. Tirando le somme, c’è davvero da chiedersi se, a questo punto, si possa parlare ancora di voli low cost e di una compagnia che presidia un mercato completamente diverso da quello delle tradizionali società aeree.

(Photo credit: pio3/Shutterstock.com)

COSA SAPERE SU RYANAIR

Non dimentichiamo, e qui siamo in un’area piuttosto opaca, che Ryanair riceve contributi, slot e posizioni di totale egemonia in alcuni aeroporti minori proprio grazie a questa classificazione di compagnia low cost. Ovvero di una compagnia che mette il viaggiatore in condizione di risparmiare e in virtù di tariffe molto basse copre linee che altre società non intendono prendere in considerazione.

Peccato che ovunque ci sia qualcosa del genere, specie nelle regioni del Sud Italia, Ryanair è finita sotto accusa per i ricatti che pone alle amministrazioni locali e allo Stato per ottenere i contributi sempre più alti e garantire così i servizi di linea. Il tutto creando un ulteriore problema al sistema Paese, in quanto alle stesse sovvenzioni non accede Alitalia, che non viene considerata una compagnia low cost, che poi si trova a fare i conti con la concorrenza delle tariffe super scontate di Ryanair.

Anche qui toccherà ai consumatori farsi sentire, sapendo che il meccanismo dei ricavi di Ryanair è questo: da un lato ci sono più entrate extra (parallele a biglietti a tariffe basse), dall’altro contributi, sovvenzioni e innanzitutto una politica di costi del personale molto stretta, molto competitiva con tutte le compagnie del settore. In occasione dell’ondata di scioperi del personale Ryanair, abbiamo raccontato che la differenza per ogni dipendente, rispetto al collega delle altre compagnie commerciali non low cost è di circa 7mila euro all’anno. Inoltre il personale Ryanair deve provvedere in prima persona ai pranzi e alla divisa. Low cost significa anche questo e ancora una volta sorge qualche dubbio sul fatto se davvero serva a tutti una concorrenza basata su questi meccanismi. 

(Photo credit immagine di copertina: Rebius/Shutterstock.com)

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