Così il Taser può diventare mortale

Un'arma molto usata dalle forze dell'ordine che non dovrebbe mai uccidere. E invece...

1280px M26 Taser
Di Laser si può anche morire. Quest’arma a impulsi elettrici, ormai in uso abituale presso Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, che dovrebbe non essere letale e sparare due dardi collegati da fili conduttori per immobilizzare l’aggressore, è in forte crescita, ma con molte perplessità per il suo chiaro e frequente abuso.
Una volta che si preme il grilletto, i dardi vengono espulsi tramite gas compresso, e grazie alla loro gittata (tra i 3 e i 7 metri) penetrano nei vestiti e finanche nello strato superficiale della pelle, provocando una temporanea paralisi muscolare dell’aggressore che di fatto si ritrova in condizione di non potersi muovere.
Non a caso, per le sue caratteristiche il Taser dovrebbe essere usato in situazioni molto specifiche: quando c’è un caso di pericolo a danno delle forze dell’ordine, sottoposte alla pressione di una persona che impugna un’arma, oppure quando un cittadino viene aggredito e il colpevole è immediatamente individuato. 
In Italia ci sono circa 5.000 Taser in dotazione alle forze dell’ordine, e l’effettiva esplosione dei dardi, come rilevato dal Rapporto di Antigone del 2026 intitolato “Taser in Italia”. Storia, controverse e rischi della pistola a impulsi elettronici”, è passata dal 40 per cento dei casi al 70 per cento rilevato nel 2025. E sono aumentati anche i morti: soltanto nel 2025 si sono contate 4 vittime per l’uso improprio di questa speciale pistola. Una progressione preoccupante, se si pensa che il modello nell’uso dei Taser è l’America, un paese dove il 93 per cento delle agenzie di polizia nazionali e locali ne autorizza l’uso, e dove però circa 1.000  persone sono morte in seguito all’uso della pistola a impulsi elettronici durante arresti o detenzioni.
Queste morti si potrebbero evitare se l’uso dei Taser venisse circoscritto a quanto previsto dalla legge, facendo attenzione anche alle raccomandazioni degli organismi internazionali. Il Comitato europeo per la prevenzione dell’arma, per esempio, sulla base di alcune indagini scientifiche, sconsiglia tassativamente l’uso dell’arma nel caso di persone che hanno un disagio psichico o qualche dipendenza.

Nel caso di crisi psichiatriche acute (ad esempio forte agitazione, delirio, stato confusionale) la persona potrebbe non comprendere i comandi, reagire in modo imprevedibile o subire un forte stress fisico. Per quanto riguarda l’uso di droghe o sostanze stimolanti, alcune sostanze possono essere associate a ipertermia, agitazione estrema, problemi cardiaci o alterazioni del comportamento, con un forte aumento del rischio.

Altre raccomandazioni, sempre da parte di organismi internazionali, sconsigliano scariche ripetute o prolungate: un uso eccessivo del Taser, soprattutto su persone già vulnerabili può diventare fatale. Esattamente quanto è capitato a Elton Bani, 41 anni, morto il 17 agosto 2025 a Manesseno (nell’entroterra di Genova) durante un intervento dei Carabinieri all’ingresso della sua abitazione. Durante l’intervento venne utilizzato un Taser e l’autopsia iniziale aveva rilevato che era stato raggiunto da più scariche di Taser (nei primi resoconti si parlò di tre colpi). Gli accertamenti medico-legali successivi hanno indicato come causa del decesso un arresto cardio-circolatorio acuto in un quadro multifattoriale, con due elementi considerati rilevanti: intossicazione acuta da cocaina e stimolazione elettrica ripetuta tramite arma a conduzione elettrica.

Leggi anche:

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?