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Cosi’ l’Onu spreca i soldi per combattere la poverta’

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I risultati, come al solito, sono stati pari a zero. Nell’ultima Conferenza internazionale dell’Onu, che si é tenuta a Istanbul la scorsa settimana, i delegati di 129 paesi hanno alzato le mani: l’obiettivo di dimezzare la quota di popolazione (950 milioni di uomini e donne) che vive sotto la soglia di povertà (con un reddito pro capite attorno ai 700 dollari l’anno) slitta al 2020. Il traguardo, fissato in un precedente vertice al 2012, , hanno riconosciuto i mandarini dell’Onu, immersi in lunghi discorsi che si sono ridotti alla pura denuncia dell’impotenza. Oppure a qualche scambio incrociato di accuse, a partire dal fatto che i paesi sviluppati, nonostante le tante promesse, non mantengono gli impegni di spesa per combattere la povertà. Non tirano fuori né soldi né mezzi, e l’Onu si arrende.

Ma se i soldi mancano per avvicinare Sud e Nord del mondo, abbondano quando si tratta di svaghi nel nome della povertà. I delegati dei 129 paesi presenti alla Conferenza dell’Onu hanno passato giorni indimenticabili a Istanbul, con 12 milini di euro di spese tutte rimborsate. Spese pazze, come se fossero in una gita a festeggiare l’addio al celibato di un amico milionario. Il programma, infatti, in Turchia prevedeva ogni giorno visite guidate nei siti archeologici della regione, anche durante gli orari dei lavori della Conferenza. Pranzi e  cene nei migliori ristoranti della città a base di champagne e aragoste. E gran finale con spettacoli di danza del ventre nei night della capitale, ed escort a disposizione. Quanto agli alberghi, i più frequentati sono stati quelli dove gli "appartamenti reali", da 10mila euro a notte, sono andati a ruba. Un conto salatissimo, a spese dell’Onu e dunque della collettività internazionale, e uno spreco dissennato di denaro pubblico, senza alcun controllo. Mentre la lotta alla povertà può attendere.