Che cosa succede al nostro corpo quando andiamo sott’acqua

Aumenta la pressione e perdiamo calore rapidamente. Le orecchie possono fare male. Le tre leggi della fisica da conoscere per fare immersioni

Uova di Pasqua120

Quando andiamo sott’acqua, il corpo cambia comportamento soprattutto a causa di pressione, temperatura, respirazione e adattamenti del sistema nervoso. Il corpo, in pratica  cerca di proteggersi dalla pressione e dal freddo e di risparmiare ossigeno, ma senza strumenti adeguati gli esseri umani hanno limiti molto precisi.

Ecco cosa succede:

  • Aumenta la pressione sull’organismo
    L’acqua pesa molto più dell’aria: ogni 10 metri di profondità circa la pressione aumenta di 1 atmosfera. Questo comprime soprattutto le cavità piene d’aria (orecchie, seni nasali e polmoni). Per questo, durante l’immersione, bisogna compensare la pressione nelle orecchie.
  • Le orecchie possono fare male
    Se la pressione nell’orecchio medio non viene equilibrata, il timpano viene spinto verso l’interno causando dolore e, nei casi estremi, lesioni.
  • Il corpo perde calore più rapidamente
    L’acqua conduce il calore molto meglio dell’aria, quindi anche in acqua che sembra “non fredda” il corpo può raffreddarsi. I primi effetti possono essere brividi, aumento della frequenza cardiaca e difficoltà nei movimenti; un raffreddamento importante può portare a ipotermia.
  • Il respiro diventa impossibile senza attrezzatura
    Un essere umano non può respirare sott’acqua perché i polmoni non possono estrarre ossigeno dall’acqua. Con bombole e regolatori, invece, è possibile respirare aria compressa.
  • L’azoto può accumularsi nel corpo
    Durante immersioni profonde o lunghe, l’azoto dell’aria respirata si scioglie nei tessuti. Se si risale troppo velocemente, può formare bolle nel sangue e nei tessuti causando la malattia da decompressione. Per questo i sub seguono soste e velocità di risalita controllate.
  • Il battito e il consumo di ossigeno possono cambiare
    Quando il viso entra in acqua fredda, può attivarsi il cosiddetto riflesso d’immersione: il battito rallenta, il sangue viene indirizzato verso organi importanti e il corpo cerca di risparmiare ossigeno. È un adattamento molto più sviluppato nei mammiferi marini, ma presente in forma lieve anche nell’uomo.
  • La percezione cambia
    Sott’acqua vediamo in modo diverso perché la luce si comporta diversamente; i colori vengono assorbiti progressivamente (il rosso sparisce già a basse profondità). Anche i suoni sembrano arrivare da direzioni diverse perché nell’acqua viaggiano molto più velocemente.
Questi cambiamenti del corpo vanno conosciuti quando, per esempio, si fa un’attività di snorkelling.

La legge di Boyle

La legge di Boyle è molto importante nelle immersioni subacquee:

  • quando un sub scende in profondità, la pressione dell’acqua aumenta e l’aria nei polmoni e nelle attrezzature viene compressa;
  • quando il sub risale, la pressione diminuisce e l’aria si espande.

Per questo un subacqueo deve respirare normalmente durante la risalita e non trattenere il respiro: l’aria nei polmoni potrebbe espandersi troppo e danneggiare i tessuti polmonari.

La legge di Henry

Un’altra legge della fisica che bisogna conoscere quando si va sott’acqua è la legge di Henry. 

  • la pressione aumenta;
  • l’aria respirata dalla bombola è sottoposta a una pressione maggiore;
  • più azoto si scioglie nel sangue e nei tessuti del corpo.

Durante una risalita lenta e controllata, l’azoto viene eliminato gradualmente attraverso la respirazione. Se invece il sub risale troppo velocemente, la pressione diminuisce rapidamente e l’azoto può formare bolle nei tessuti e nel sangue.

Queste bolle possono causare la malattia da decompressione, con sintomi come:

  • dolori articolari e muscolari;
  • formicolii o problemi neurologici;
  • difficoltà respiratorie;
  • nei casi gravi, danni al sistema nervoso.

Un esempio semplice: una bottiglia di bibita gassata contiene anidride carbonica sciolta grazie alla pressione. Quando la apri, la pressione cala e il gas esce sotto forma di bollicine. Nel corpo del sub può avvenire un fenomeno simile con l’azoto se la risalita è troppo rapida.

Per questo i subacquei usano tabelle di decompressione o computer subacquei per controllare profondità, durata dell’immersione e tempi di risalita.

Il riflesso di immersione

Si tratta di  una risposta automatica del corpo che si attiva quando il viso viene immerso nell’acqua, soprattutto se l’acqua è fredda. È un meccanismo di adattamento naturale che aiuta a risparmiare ossigeno e a proteggere gli organi vitali durante un’immersione, ma non rende l’uomo capace di respirare sott’acqua e non elimina i rischi dell’apnea prolungata o delle immersioni profonde.

Quando si attiva, possono avvenire diversi cambiamenti:

  • Il battito cardiaco rallenta (bradicardia) per consumare meno ossigeno.
  • I vasi sanguigni di mani, piedi e parti periferiche si restringono (vasocostrizione), così il sangue viene indirizzato verso gli organi più importanti, come cuore e cervello.
  • La pressione sanguigna può aumentare per mantenere una buona circolazione negli organi essenziali.
  • Nei mammiferi marini (come foche e balene) questo riflesso è molto sviluppato e permette immersioni molto lunghe; nell’uomo è presente ma più limitato.

Un apneista che immerge il volto in acqua fredda può avere un rallentamento del battito e una riduzione del consumo di ossigeno, aiutandolo a rimanere sott’acqua più a lungo.

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