Come si riconosce l’intolleranza all’aria condizionata

Sintomi: naso chiuso, mal di gola, starnuti, dolori muscolari. Quando bisogna rinunciare all'aria condizionata.

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L’intolleranza all’aria condizionata esiste, non è un capriccio da parte di chi non ama l’uso dei condizionatori. Non è un’allergia in senso stretto, ma una reazione, anche piuttosto rapida, agli effetti del freddo forzato dalle macchine, dell’aria secca o anche soltanto della circolazione dell’aria. 

Sintomi

I sintomi più comuni possono includere:

  • Naso chiuso, che cola o starnuti.
  • Gola secca o irritata.
  • Occhi secchi, arrossati o che bruciano.
  • Tosse o sensazione di respiro più difficile, soprattutto in chi ha asma.
  • Mal di testa.
  • Dolori muscolari o rigidità, se si è esposti direttamente al getto d’aria.
  • Sensazione di freddo intenso o disagio anche quando la temperatura non è particolarmente bassa.

La reazione all’aria condizionata potrebbe anche essere il sintomo di altri problemi, come la rinite, l’asma o una specifica allergia alla polvere contenuta nel condizionatore.

Come si affronta

In generale, l’allergia all’aria condizionata si può affrontare così:

  • Se il problema sono gli allergeni (polvere, muffe, acari):
    • assicurarsi che il climatizzatore venga pulito e sottoposto a manutenzione regolare;
    • sostituire o pulire i filtri secondo le indicazioni del produttore;
    • se è presente un’allergia confermata, il medico può consigliare antistaminici o spray nasali a base di corticosteroidi.
  • Se il problema è l’aria secca:
    • bere acqua regolarmente;
    • usare lacrime artificiali per gli occhi secchi, se necessario;
    • valutare un umidificatore se l’ambiente è molto secco (facendo attenzione a mantenerlo pulito).
  • Se il freddo scatena i sintomi:
    • mantenere il climatizzatore a una temperatura moderata (circa 24–26 °C);
    • evitare che il getto d’aria colpisca direttamente il viso o il corpo;
    • ridurre gli sbalzi di temperatura tra interno ed esterno.

Nel caso che il problema nasca da una rinite o dall’asma è il caso di consultare il medico che vi dirà se dovete rinunciare all’aria condizionata o se potete affrontarla con le cautele che vi indicherà.

Quando bisogna rinunciare all’aria condizionata

Può essere consigliabile sospendere l’uso dell’aria condizionata e concentrarsi sulle possibili alternative, se: 

  • I sintomi sono importanti e si ripresentano ogni volta che entrate in un ambiente climatizzato, nonostante una temperatura moderata e un impianto ben mantenuto.
  • Avete un attacco d’asma o una riacutizzazione respiratoria e notate che l’aria fredda peggiora tosse, affanno o respiro sibilante.
  • L’impianto è sporco o ha odori di muffa, perché potrebbe diffondere allergeni o altri irritanti fino a quando non viene pulito.
  • Avete un’infezione respiratoria acuta (ad esempio una forte sinusite o laringite) e l’aria fredda e secca aumenta il dolore o l’irritazione.
  • Il getto diretto provoca dolori muscolari o cervicali: in questo caso può bastare cambiare la direzione del flusso o spegnere il climatizzatore per un periodo.

Rimedi all’intolleranza all’aria condizionata

Se non ricorrono le condizioni che abbiamo visto, l’aria condizionata si può continuare a usare, anche se non in modo compulsivo e con queste attenzioni:

  • impostare una temperatura di 24–26 °C;
  • evitare getti diretti sul corpo;
  • effettuare una manutenzione regolare dei filtri;
  • mantenere una buona idratazione.

In ogni caso l’aria condizionata va sempre usata senza eccessi. 

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