Come imparare la scrittura terapeutica

Scrivere senza pensare agli altri. Meglio usando la penna. E senza cercare uno stile narrativo e una forma perfetta.

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Scrivere, in modo libero e senza vincoli, può essere molto utile a tutti: aiuta gestire le emozioni, riduce lo stress e l’ansia, scarica le tensioni, aiuta a superare un dolore, mette ordine nei nostri pensieri. E non c’è bisogno dell’aiuto di uno psicoterapeuta per imparare la scrittura come strumento di regolazione degli stati d’animo: basta seguire qualche consiglio utile.

Scrivere per sé stessi

Non tutti abbiamo un destino di scrittori, e quindi l’esigenza di affrontare la domanda di un potenziale pubblico di lettori. La scrittura terapeutica non si misura con l’esterno, ma serve a esplorare la propria interiorità ed a mettere a fuoco una zona d’ascolto dentro di noi. Questo la rende più libera, se non vogliamo sprecarla. 

Esprimere quello che si sente

Trattandosi di una scrittura che mette in gioco le emozioni, è bene sempre partire da qualcosa che si prova dentro, da una reazione emotiva, e non da una prosa studiata a tavolino per esprimere ciò che si pensa. La scrittura terapeutica è istintiva nella sua naturalezza.

Pochi minuti al giorno

Anche nel metodo di scrittura bisogna sentirsi molto liberi. Gli scrittori per mestiere devono essere disciplinati e metodici: qui basta mettersi a scrivere quando si ha voglia, anche solo per qualche minuto al giorno. La scrittura terapeutica è un piacere (e un atto liberatorio), non un dovere professionale. 

Non cercare una forma perfetta

Qualsiasi errore, anche grammaticale, nella scrittura terapeutica è ammesso. Non siate rigidi e troppo scrupolosi alla ricerca di una forma perfetta, e non preoccupatevi troppo di ripetizioni e incoerenze lessicali. La scrittura terapeutica non ha bisogno di essere accompagnata dal dizionario piazzato sul tavolino: potreste ricavarne qualcosa sul piano dello stile, ma perdereste tanto dal punto di vista della spontaneità.

Scrivere a mano

 L’uso della penna è decisamente preferibile nel caso della scrittura terapeutica. Aiuta a sciogliere le tensioni, alleggerisce i pensieri, coinvolge il corpo e favorisce un contatto più diretto con le emozioni.

Non giudicatevi

Rileggete quanto avete scritto qualche giorno dopo la stesura del testo, vi aiuterà a esplorare meglio il vostro universo emotivo. Ma non indossate i panni del maestro: qualsiasi vostro giudizio è irrilevante. Anche se ciò che scrivete esprime solo rabbia, disagio, dolore: l’importante è capire, non mettere voti. 

Usare la prima persona

L’uso diretto dell’”io” rende l’esperienza della scrittura terapeutica più viva, autentica, e vi permette di riconnetterti a ciò che stai realmente attraversando. 

Che fare se vi bloccate

Come si affronta il blocco dello scrittore, quando non si riesce a esprimersi con la parola scritta? Semplice: non si forza il nostro stato d’animo e si attende che il momento di disagio passi.

Benefici

Quali sono i benefici più importanti della scrittura terapeutica? Questo strumento condivide con la medicina narrativa una funzione molto salutare per il nostro benessere psico-fisico.

Gli effetti possono variare da persona a persona, ma tra i più comuni ci sono:

1. Maggiore consapevolezza emotiva

Scrivere aiuta a identificare e nominare emozioni che spesso rimangono confuse o indistinte. Mettere in parole ciò che si prova rende più facile comprendere il proprio stato interiore.

2. Riduzione dello stress

Trasferire pensieri e preoccupazioni sulla pagina può alleggerire il carico mentale. Molte persone riferiscono una sensazione di maggiore chiarezza e calma dopo aver scritto.

3. Elaborazione di esperienze difficili

La scrittura può aiutare a dare un senso a eventi complessi o dolorosi, come una perdita, una separazione, un fallimento o un cambiamento importante.

4. Migliore organizzazione dei pensieri

Quando i pensieri sono molti e confusi, scriverli permette di osservarli dall’esterno, individuare collegamenti e distinguere fatti, interpretazioni ed emozioni.

5. Sviluppo dell’autoconoscenza

Rileggendo ciò che si è scritto nel tempo, si possono riconoscere schemi ricorrenti, bisogni, valori e modalità di reazione che prima passavano inosservati.

6. Maggiore regolazione emotiva

La scrittura non elimina emozioni come rabbia, tristezza o paura, ma può aiutare a gestirle in modo più equilibrato, evitando che rimangano indistinte o travolgenti.

7. Supporto alla crescita personale

Molte persone utilizzano la scrittura terapeutica per riflettere sui propri obiettivi, prendere decisioni importanti o comprendere meglio la direzione che desiderano dare alla propria vita.

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