Intanto Isabella studia agronomia e si specializza nel campo della biodiversità vegetale. Completa anche un dottorato all’Università di Perugia dedicato alle antiche varietà locali di pere, con una ricerca che unisce storia e genetica, e insieme al padre, trasforma la ricerca in un progetto sistematico.
Nasce così la Fondazione Archeologia Arborea, nome molto azzeccato, in quanto Isabella può essere definita proprio un’archeologa degli alberi da frutta.
Per ritrovare una varietà scomparsa, mette insieme indizi provenienti da mondi diversi:
- intervista gli agricoltori più anziani, custodi di una memoria spesso tramandata oralmente;
- cerca negli archivi, nelle biblioteche e nei documenti dei monasteri;
- studia antiche ricette e liste della spesa;
- consulta trattati di agronomia;
- osserva dipinti medievali e rinascimentali, nei quali talvolta riesce a riconoscere un frutto;
- quando trova una pianta che potrebbe corrispondere alla descrizione, la studia e ne conserva il materiale attraverso innesti e propagazione.
È un lavoro da detective: un nome in un documento conduce a un racconto, il racconto conduce a un luogo, il luogo magari conduce a un vecchio albero.
Il risultato di decenni di ricerca è il frutteto di San Lorenzo di Lerchi, nell’Alta Valle del Tevere. Oggi il frutteto-collezione custodisce circa 600 alberi e oltre 150 varietà recuperate nel corso delle ricerche, comprendendo meli, peri, susini, fichi, ciliegi, mandorli, nespoli e cotogni. Oltre a essere un frutteto, questo luogo magico ha la funzione di laboratorio scientifico, archivio, museo e banca della biodiversità.
Nel 2007 muore Livio Dalla Ragione. Isabella decide di continuare il lavoro iniziato insieme, ma gli dà una dimensione ancora più scientifica, combinando agronomia, genetica, storia dell’arte, ricerca d’archivio e memoria orale: la ricerca scientifica diventa anche un modo per continuare un dialogo con suo padre. E c’è un’idea bellissima alla base di tutto il progetto: quando scompare una varietà di frutta, non perdiamo soltanto un sapore. Perdiamo un pezzo di storia, di cultura e di patrimonio genetico.
La susina scosciamonaca, la pera fiorentina, la mela a muso di bue, la ciliegia limona, il fico gigante degli zoccolanti o quello rondinino di San Sepolcro. Queste sono solo alcune delle specie che l’archeologa delle piante ha scovato e piantato.
Nel gennaio 2025 il suo lavoro è stato raccontato dallo Smithsonian Magazine, che le ha dedicato un ampio articolo e un podcast. Isabella viene presentata come arboreal archaeologist, l’archeologa degli alberi, per il suo metodo singolare: cercare varietà di frutta scomparse attraverso vecchi alberi, documenti storici e soprattutto i dipinti del Rinascimento. Il suo lavoro viene anche messo in relazione con il problema attuale della biodiversità agricola e della vulnerabilità delle monocolture ai cambiamenti climatici.
Nel 2026 Isabella Dalla Ragione è coinvolta in un nuovo progetto editoriale: Le piante degli Etruschi. Storie di popoli e cibo, pubblicato da Morlacchi Editore. Il libro, curato da Valeria Negri e con Dalla Ragione tra gli autori, affronta il mondo etrusco partendo dalle piante: semi, frutti, fichi, nocciole, corbezzoli, melagrane e altre specie diventano vere e proprie fonti archeologiche per ricostruire alimentazione, agricoltura e cultura di quella cività.
È un’evoluzione molto coerente con il suo percorso: non si limita più a chiedersi «qual era questa varietà di mela o di pera?», ma usa le piante come documenti per capire come vivevano le società del passato. E nel luglio 2026, Isabella ha curato con la Fondazione Archeologia Arborea un laboratorio sulla riproduzione delle erbe aromatiche attraverso le talee, nell’ambito delle attività del Frutteto della biodiversità di Garavelle.
Leggi anche:
- Angelo e Valerio salvano i semi antichi
- Ron Finley, il giardiniere che trasforma i terreni incolti di Los Angeles in orti urbani
- Donne in Campo, l’associazione che lancia la filiera dei tessuti ricavati dagli scarti agricoli
Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?
- Iscriviti alla nostra Newsletter cliccando qui;
- Siamo anche su Google News, attiva la stella per inserirci tra le fonti preferite;
- Seguici su Facebook, Instagram e Pinterest.

