Anche una piccola coltivazione può essere preziosa per tutelare l’agrobiodiversità, recuperando e coltivando migliaia di varietà di ortaggi e promuovendo la creazione di un vero e proprio “mercato dei semi antichi”, in alternativa ai modelli agricoli basati sull’omologazione varietale. Angelo e Valerio sono amici da sempre, entrambi nativi di Ceglie Messapica, in Puglia, e insieme hanno fatto un piccolo miracolo all’insegna della lotta agli sprechi in agricoltura: hanno puntato sulla biodiversità e sono diventati coltivatori esclusivi sul territorio di antiche varietà.
Angelo Giordano è un agronomo mentre Valerio Tanzarella è un avvocato, che ha lavorato per anni a Rai Cinema nell’ufficio legale: insieme hanno creato Ex Terra, un’azienda che si occupa di semi di varietà dimenticate, rare e preziose, antiche e particolari. Per coltivarle, studiarle e diffondere.
Dal 2016, i due soci, hanno messo in coltivazione oltre 7mila varietà diverse, tra cui 1200 tipologie di pomodori, 20 varietà di melanzane, 200 di peperoncini e peperoni, 30 di patate, 15 di piselli, 15 di taccole, 30 di fave, 10 di ceci, 100 di meloni e poi zucche, un vitigno composto da quasi 20 varietà di uva diverse”. Tutti prodotti coltivati senza pesticidi e fertilizzanti, ma solo con metodi naturali. Con un metodo perfetto per non sprecare la ricchezza dell’autentica e antica agricoltura made in Italy e davvero sostenibile. Tra i semi antichi di piante di uso corrente che sono stati salvati e recuperati da Angelo e Valerio, ci sono:
Pomodoro Regina “a scràsc” (rosso e giallo)
È probabilmente una delle varietà simbolo del loro lavoro. Il nome richiama il dialetto cegliese: “a scràsc” significa “rovi”, per il portamento della pianta. Il seme era stato custodito da un contadino locale considerato l’ultimo custode delle due tipologie. È apprezzato perché la pianta è adatta a condizioni difficili e alla coltivazione in asciutta.
Melone “fiore di fava”
È una varietà locale pugliese recuperata perché rischiava di sparire. Fa parte delle colture che Ex Terra ha mantenuto vive nei campi e che sono state anche oggetto di conservazione scientifica tramite il progetto BiodiverSO.
Melone “gaghiubbo”
Un’altra varietà tradizionale inserita nei programmi di conservazione: rappresenta un esempio di frutto locale non uniformato alle varietà commerciali moderne.
Cima di rapa “quarantina” di Francavilla Fontana
Una varietà tradizionale di ortaggio pugliese che rischiava l’erosione genetica e che è stata mantenuta attraverso la coltivazione e la conservazione dei semi.
Bietola da coste rossa
Una varietà meno conosciuta ma importante dal punto di vista della biodiversità agricola locale, anch’essa inclusa tra quelle conservate da Ex Terra e trasferite per la conservazione in banche del germoplasma.
Foto tratta dal sito https://www.nutrirsiconlatesta.it
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