Il cervello con il caldo diventa più lento

Oltre i 26 gradi le nostre prestazioni cognitive si abbassano. E il cervello si mette in modalità da "risparmio energetico".

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Anche il cervello soffre molto il caldo, e quando le temperature superano i 26 gradi le sue prestazioni cognitive diminuiscono, al punto che possiamo fare fatica anche a leggere oppure a dare una spiegazione a un grafico. 

Un aspetto importante è che conta più la temperatura percepita (che combina caldo e umidità) della temperatura dell’aria. Ad esempio, 35 gradi di caldo secco possono essere meglio tollerati di 32 gradi con umidità molto alta, perché il sudore evapora meno efficacemente.

Anche il lavoro mentale risente del caldo, e in ambienti caldi, molte persone mostrano peggioramenti soprattutto nell’attenzione prolungata; nella velocità decisionale; nella memoria a breve termine; e nella capacità di mantenere precisione.Un ambiente di lavoro o studio intorno ai 20–24 °gradi è generalmente considerato favorevole alla prestazione cognitiva; sopra i 26–28  gradi le prestazioni iniziano a calare, e oltre i 30 gradi il calo diventa più probabile, soprattutto dopo molte ore.

Molti processi cognitivi dipendono dalla temperatura, perché il cervello è un organo estremamente sensibile alle variazioni dell’ambiente interno. Non è tanto la temperatura esterna in sé a influenzarlo, quanto il fatto che essa modifica la temperatura del corpo, il metabolismo, il flusso sanguigno e l’equilibrio chimico dei neuroni. Il caldo intenso tende a ridurre la capacità di mantenere l’attenzione a lungo. Il cervello deve dedicare più risorse alla regolazione termica e questo può lasciare meno “capacità disponibile” per compiti complessi.

In condizioni di stress termico, mantenere attenzione prolungata, ragionamento complesso e autocontrollo può diventare più difficile così il cervello si posiziona in modalità da “risparmio energetico”. Ricordiamo, infatti, che il dispendio di energie del cervello è molto alto: pur rappresentando appena il 2 per cento del peso corporeo, il cervello consuma circa il 20 per cento dell’energia dell’organismo. Un consumo elevato, che con il caldo produce calore, e così il corpo cerca di auto-proteggersi, riducendo l’energia da consumare.

Una recente ricerca del febbraio 2026, pubblicata su Nature, ha confermato che anche brevi esposizioni brevi a temperature molto alte possono ridurre attenzione e velocità di risposta. Il caldo elevato e prolungato tende invece a danneggiare le funzioni cognitive più complesse: memoria di lavoro, pianificazione, consapevolezza della situazione e decisioni. Studi in condizioni di stress termico hanno osservato riduzioni nelle funzioni cognitive avanzate quando il caldo e l’umidità diventano elevati.

  • Per aiutare il cervello a lavorare meglio col caldo:
    • bere regolarmente (anche prima di avere sete);
    • stare in ambienti freschi nelle ore più calde;
    • fare pause;
    • evitare pasti molto pesanti quando fa molto caldo;
    • curare il sonno mantenendo la stanza il più fresca possibile.

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