Perché il caldo rovina il lavoro delle api e danneggia il miele

L'alveare diventa un forno e le api devono lavorare per raffreddarlo. Sopra i 38-40 gradi le api non riescono a volare. E anche l'aroma e le qualità del miele diminuiscono.

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Il caldo eccessivo danneggia il lavoro delle api, con una serie di reazioni a catena che possono persino mettere a rischio la colonia e la sua attività, e in ogni caso rovinano la qualità e l’aroma del miele. Le api sono tra le grandi vittime della crisi climatica, e ne subiscono le conseguenze sul piano del lavoro (in alcune condizioni diventa molto più difficile se non impossibile), della struttura dell’alveare (che diventa molto più fragile), e della quantità e qualità del miele (con veri crolli di produzione).  

Danni al lavoro delle api

Il primo danno riguarda l’ambiente di lavoro: nell’alveare fa troppo caldo, e le api si devono dare da fare per raffreddarlo, producendo una ventilazione naturale con le ali e trasportando acqua in continuazione. Un’attività che sottrae molto tempo alla raccolta del nettare e del polline, laddove la temperatura dell’alveare, per consentire alle api di lavorare tranquillamente, non deve mai superare i 35 gradi. 

Quando le temperature superano i 38 gradi, le api subiscono un tale stress termico da smettere di volare. Inoltre i fiori producono meno nettare, molte piante riducono la produzione di nettare o appassiscono, e le  api quindi trovano meno cibo per il loro lavoro. 

Danni all’alveare

Il troppo caldo può danneggiare l’alveare in diversi modi, soprattutto quando le api non riescono più a mantenere stabile la temperatura interna.

  • La cera può ammorbidirsi e deformarsi. I favi diventano meno resistenti; se la temperatura è molto elevata, possono deformarsi o persino cedere. Questo può causare la caduta dei favi e la perdita di miele e covata.
  • La covata può essere danneggiata. Le larve e le pupe hanno bisogno di condizioni termiche relativamente stabili. Le api devono quindi aumentare ventilazione e raffreddamento; se non riescono a compensare, lo sviluppo della covata può essere compromesso.
  • Il miele può fuoriuscire. Se un favo si rompe o collassa a causa del calore, il miele può riversarsi all’interno dell’alveare.
  • La colonia perde molte energie per raffreddarsi. Le operaie raccolgono acqua e la distribuiscono nell’alveare, mentre altre ventilano con le ali. Sono energie e tempo sottratti a raccolta, cura della covata e altre attività.
  • La colonia può diventare più vulnerabile. Lo stress termico prolungato può ridurre l’efficienza generale della colonia e, insieme alla scarsità d’acqua e di nettare durante la siccità, può contribuire al suo indebolimento.
  • Nei casi estremi, la colonia può abbandonare l’alveare (sciamatura da caldo o comportamento di fuga), soprattutto quando le condizioni interne diventano difficili da mantenere.

Danni al miele 

Quanto al miele, i principali danni del caldo eccessivo sono questi:

    • Surriscaldamento: temperature elevate possono alterare alcune componenti delicate del miele, riducendone la qualità. Sopra i 25-30 gradi, gli enzimi naturali e le vitamine del miele iniziano a degradarsi, e le qualità olfattive e gustative originarie svaniscono, riducendo le proprietà benefiche del prodotto. In pratica, il troppo caldo altera aroma e gusto del miele. 
    • Aumento dell’HMF (5-idrossimetilfurfurale): è uno dei principali indicatori del deterioramento del miele dovuto al calore. Più il miele viene riscaldato e più a lungo rimane caldo, più l’HMF tende ad aumentare.
    • Imbrunimento: il miele può diventare più scuro a causa delle reazioni chimiche favorite dal calore.
    • Perdita di alcune sostanze termolabili: alcune componenti minori del miele possono degradarsi con temperature elevate.

Infine il  troppo caldo può danneggiare anche l’apiturismo, sia direttamente sia indirettamente. E questo perché innanzitutto si riduce l’attività osservabile delle api: nelle ore più calde molte api si concentrano sulla ventilazione e sul raffreddamento dell’alveare, quindi i visitatori possono vedere meno attività di raccolta. Il caldo intenso, sole e umidità possono rendere difficili le visite all’aperto, soprattutto per bambini, anziani e persone sensibili al caldo.

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