Le orribili e inquinanti bustine di plastica che ristoranti e bar servono a sventurati clienti per l’olio, i condimenti, le conserve, le salse (a partire dal ketchup e dalla maionese), lo zucchero e le creme per il caffè, devono sparire dal 1° gennaio 2030. La decisione è stata presa con un Regolamento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nel gennaio del 2026, con l’obiettivo di ridurre i consumi di plastica, a partire dagli imballaggi alimentari. In questo arco di tempo, fino quando le bustine diventeranno vietate, le aziende avranno modi e tempi sviluppare e testare alternative sostenibili (come bustine biodegradabili, compostabili o dispenser ricaricabili, mentre bar, ristoranti e alberghi potranno smaltire le scorte ancora presenti nei loro magazzini.
Le bustine di plastica per condimenti, così utilizzate nei ristoranti e nei locali pubblici, hanno controindicazioni molto importanti sul piano ambientale:
- Non sono biodegradabili: la maggior parte delle bustine è fatta di plastica multilayer, difficile o impossibile da riciclare.
- Rappresentano rifiuti diffusi: spesso finiscono nell’ambiente, nei mari o nei parchi, contribuendo all’inquinamento da plastica.
- Sono piccole ma molto numerose:: anche se ciascuna bustina pesa pochi grammi, il numero enorme utilizzato ogni anno produce tonnellate di plastica.
- Rilasciano microplastiche: quando si degradano lentamente nell’ambiente, rilasciano microplastiche che entrano nella catena alimentare.
- Smaltimento costoso: la loro eliminazione richiede più energia e processi speciali rispetto a imballaggi singoli più grandi.
- Sono uno spreco alimentare: presso una bustina non si svuota completamente, portando a
- La monodose è inutile: molte volte i clienti non usano tutta la quantità presente nella bustina, e il resto viene buttato.
- Possono rompersi facilmente, causando spreco e disordine, oltre che problemi di igiene e di sicurezza alimentare.
- Non sempre proteggono il contenuto dall’ossidazione o dal contatto con batteri se conservate a lungo, soprattutto olio e maionese.
- In generale indicano la presenza di olio e condimenti di bassa qualità.
La nuova normativa dell’Unione europea, che comprende anche il divieto delle bustine di plastica per ristoranti e bar, fissa anche una serie di obiettivi di riduzione degli imballaggi (5% entro il 2030, 10% entro il 2035 e 15% entro il 2040) e impone ai paesi dell’Ue di ridurre la quantità di rifiuti di imballaggi in plastica.
Foto di copertina tratta da www.umbria24.it/
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