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Burocrazia, alle piccole imprese costa 12mila euro l’anno

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E’ come se alla voce costi ciascuna piccola impresa italiana avesse una voce pari al 7,5 per cento del fatturato. Un’enormità. Questo è il conto della cervellotica burocrazia italiana che spreme, come una tassa sempre in aumento, le piccole aziende, con una spesa media di 12mila euro l’anno e con il lavoro di 30 giorni uomo. Mentre tutti gli ultimi governi hanno presentato i loro provvedimenti di “semplificazione”, alla prova dei fatti la percentuale dei costi destinati alla burocrazia è in aumento costante. Nel 2006, per esempio, bastavano 24,2 giorni uomo; nel 2011 ne servivano già 28; e adesso siamo a quota 30.

“La verità è che, nonostante le belle parole e gli impegni solo sulla carta, l’Italia sta diventando sempre più un paese ostile per l’attività manifatturiera e in particolare per la piccola e media impresa. Remiamo contro il nostro maggiore punto di forza”, commenta Marina Puricelli, della Sda Bocconi che ha elaborato i dati sui costi della burocrazia taglia-gambe delle imprese italiane. Di fronte a un costo in costante aumento, le aziende hanno potuto reagire soltanto in un modo: riducendo le spese dei consulenti (in pratica i professionisti che ti aiutano a sopravvivere con la burocrazia italiana) e aumentando l’uso delle risorse esterne. Così la parcella media dei professionisti è passata dai 5.780 euro del 2011 ai 4.260 euro di quest’anno. Ma questo è un modo di impoverire le attività professionali e di aumentare la spinta verso la recessione del Paese. Altro che crescita economica….