Boom di impianti geotermici: si risparmia il 70 per cento della bolletta | Non Sprecare
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Boom di impianti geotermici: si risparmia il 70 per cento della bolletta

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E’ il momento della geotermia. Dopo il boom dei pannelli solari, anche grazie al generoso rubinetto delle sovvenzioni pubbliche finanziate attraverso le nostre bollette, sono in forte espansione gli impianti di
produzione di energia termica, specie nelle medie e grandi città. Nel 2012 le installazioni con questa tecnologia sono cresciute del 37 per cento e gli impianti censiti sul territorio nazionale riguardano ormai
335 comuni. La geotermia è una forma di energia rinnovabile che proviene dal calore della terra, e quando le temperature sono inferiori a 150 gradi si parla di impianti a bassa entalpia, mentre al di sopra di questa temperatura si passa all’alta entalpia. Il geotermico consente, nei condomini come negli uffici, il riscaldamento, il raffreddamento e la produzione di acqua calda. Quali sono i vantaggi? Innanzitutto una migliore efficienza energetica e un minore inquinamento, con risparmi sulle bollette che possono arrivare fino al 75 per cento, come è stato pianificato, per esempio, nel nuovo quartiere residenziale di Milano, Citylife, dove il calore arriverà dai garage. O come nel caso del condominio di Follonica, in provincia di Grosseto, dove le famiglie non solo hanno un conto energia pari a zero, ma riescono perfino a venderne alla rete nazionale con un ricavo annuo di 1.200 euro a nucleo. Un altro vantaggio, da non sottovalutare nel tempo, è che le case con impianti energetici geotermici sono considerate di classe A e quindi hanno un maggiore valore sul mercato immobiliare. Quanto costa un impianto geotermico? L’investimento iniziale dipende dalla grandezza delle pompe e dalla tipologia dell’installazione, e in generale viene ammortizzato in un arco temporale compreso tra i 6 e i 10 anni. Anche questo tipo di scelta energetica può contare sugli incentivi pubblici, con un bonus attualmente del 55 per cento, destinato a scendere al 36 per cento, Purtroppo le procedure di approvazione e i vari iter burocratici non sono omogenei, e si va da comuni che prevedono un semplice silenzio-assenso ad amministrazioni che invece chiedono perfino una tassa una tantum per lo sfruttamento del calore. Infine, per avere un’idea delle tendenza a livello mondiale, bisogna dare un occhio agli ultimi investimenti del miliardario americano Warren Buffet, il terzo uomo più ricco del pianeta. Buffet ha messo sul tavolo investimenti in azioni di società che producono impianti rinnovabili per 2,5 miliardi di dollari. Una cifra enorme, destinata a due tecnologie: solare e geotermico. E se all’energia prodotta nel sottosuolo ci crede un volpone della finanza globale come Buffet, è probabile che nel futuro questa tecnologia avrà una vera stagione dell’oro.

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