Belladonna, il potente antispastico naturale

Ma si tratta di una pianta altamente tossica, quindi non va usata con il metodo fai-da-te, ma solo attraverso i farmaci indicati dal medico.

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La Belladonna (Atropa belladonna) è una pianta medicinale molto potente ma altamente tossica. Non va mai usata in forma casalinga con le solite tisane o polveri fai-da-te ma sempre attraverso i medicinali prescritti dal medico e in dosi controllate. I suoi principi attivi (atropina, scopolamina, iosciamina) agiscono sul sistema nervoso.

Caratteristiche della pianta

La Belladonna è una pianta perenne, cespugliosa, a rizoma carnoso, fusti ramificati lisci, alti fino a 2 metri. Le foglie sono di colore verde opaco appaiate o alterne ovato-allungate con pelo ghiandolare, responsabile dell’odore poco gradevole. I fiori sono campanulati e penduli, di colore violaceo, i frutti sono lucide bacche nere. Le parti che vengono utilizzate sono il rizoma e le foglie, con la raccolta che inizia verso metà giugno. E con un’avvertenza: la Belladonna è una pianta velenosa in tutte le sue parti, motivo per cui si sconsiglia l’utilizzo fai-da-te. Tutta la pianta è infatti tossica, in particolare le bacche, per il contenuto di alcaloidi tropanici (scopolamina e atropina), il veleno della belladonna. 

Origini del nome

Un nome così curioso non è casuale: “Belladonna” deriva dal gergo popolare veneziano cinquecentesco, e allude al fatto che il succo delle sue bacche veniva usato come cosmetico dalle donne, per la cura della pelle e per fare risplendere gli occhi.

Dove cresce

Questa pianta cresce in terreni calcarei e sporadicamente in zone montane fino a 1.400 metri. Il suo habitat preferito è fra i cespugli e nelle radure dei boschi di latifoglie e nelle zone montane e submontane dell’Europa centrale, Africa settentrionale ed Asia occidentale. In Italia la si può trovare nei boschi delle Alpi e degli Appennini. 

Proprietà

La Belladonna è una pianta che presenta queste proprietà:

  • Narcotica
  • Antispasmodica
  • Antisecretiva a livello delle ghiandole salivari e sudorifere
  • Anticolinergica 

Usi della pianta come medicinale

La pianta contiene atropina e scopolamina, e agisce sul sistema nervoso parasimpatico e centrale. Viene considerata un rimedio naturale per le coliche e gli spasmi. Gli alcaloidi presenti nelle foglie di belladonna hanno inoltre la capacità di ridurre le secrezioni salivari e gastriche e la produzione di sudore e di provocare il rilassamento muscolare di tutto l’apparato digerente, delle vie biliari, della vescica e dei bronchi. La belladonna viene dunque usata in medicina per ridurre la secrezione acida e della motilità gastrica e favorire la cicatrizzazione dell’ulcera e per l’azione broncodilatatrice, utile per migliorare la ventilazione polmonare in caso di eccessiva secrezione bronchiale, in presenza di asma e bronchite
In particolare, l’atropina:
  • Dilata la pupilla (e infatti è molto 
  • Aumenta la frequenza cardiaca (è utile in alcune bradicardie)
  • Riduce salivazione e secrezioni bronchiali
  • È un antidoto in caso di avvelenamento da pesticidi organofosforici e gas nervini
La scopolamina invece:
  •  Previene nausea e vomito da mal d’auto/mal di mare
  •  Ha effetto sedativo
  •  In passato veniva usata come preanestetico

Controindicazioni

A parte l’uso strettamente farmacologico, e mai fai-da-te, la Belladonna  può aumentare la pressione intraoculare e scatenare un attacco acuto,  aumentare la frequenza cardiaca, causare o aggravare la ritenzione urinaria.

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