Le barrette dietetiche sono snack confezionati pensati per essere pratici e “funzionali”, per mangiare meno (specie durante le pause a ora di pranzo o il pomeriggio quando arrivano i “morsi della fame”), ma per colpa di un marketing molto spinto e fuorviante c’è molta confusione sul mercato, e il consumatore associa un prodotto con più proteine a un prodotto dietetico. Una relazione inesistente che induce ad acquisti tali da potersi definire soltanto uno spreco di soldi.
In generale, sotto lo stesso cappello di “barrette dietetiche” convivono tre tipi diversi di barrette:
- Barrette proteiche: spesso hanno pochi zuccheri aggiunti, ma possono contenere dolcificanti o polioli (tipo maltitolo, sorbitolo).
- Barrette “fitness” o “energy”: alcune sono praticamente snack mascherati, con zuccheri aggiunti, sciroppi (glucosio, fruttosio, miele) e possono arrivare a livelli simili a quelli di una barretta di cioccolato.
- Barrette “low sugar / keto”: di solito hanno pochi zuccheri, ma usano dolcificanti alternativi; non sempre sono “leggere” in termini calorici.
Facciamo un esempio: una barretta Weider 32 per cento High Protein Bar sono, che fa parte di una linea di barrette proteiche, fitness e dimagranti prodotte dal marchio Weider Nutrition, un’azienda molto nota nel settore dell’integrazione sportiva, in realtà ha come primo ingrediente lo sciroppo di glucosio e poi lo sciroppo di fruttosio, e lo zucchero che si usa nel cioccolato bianco. Il risultato finale è che una barretta di questo tipo da 60 grammi, ha un apporto di proteine pari a 19 grammi (il 32 per cento del prodotto), ma anche 17 grammi di zucchero (pari al 28 per cento del totale). Inoltre, leggendo l’etichetta, si scopre che la Weider 32 per cento ha anche , sempre per una confezione di 60 grammi, una quantità di carboidrati pari a 27 grammi. Altri zuccheri.
La conclusione è semplice: queste barrette si possono definire “proteiche”, ma non certo “dimagranti”. Sono due piani molto diversi, che non andrebbero mai confusi, altrimenti è molto probabile che il consumatore venga ingannato. Acquista un prodotto, immaginando che possa avere una funzione che invece sicuramente non possiede.
In altro caso, il trucco coperto dal marketing è ancora più sofisticato. Nelle barrette di Promeal Protein Snack 38 per cento, gli zuccheri sembrano pochi (2,7 per cento secondo quanto riportato in etichetta) ma ci sono edulcoranti al 25,2 per cento. E parliamo innanzitutto di maltitolo e sucralosio: il primo è un composto formato per metà da un poliolo e per metà da un monosaccaride, precisamente il glucosio. Quindi, questo ingrediente per metà può essere considerato un poliolo, ma per l’altra metà si tratta sempre di zuccheri.
Quanto al sucralosio, è un dolcificante artificiale intenso, ottenuto modificando la molecola del saccarosio (lo zucchero da tavola),sostituendo alcuni gruppi con atomi di cloro. Si tratta di un ingrediente circa 600 volte più dolce dello zucchero.
L’equivoco tra barrette proteiche e davvero dietetiche, è alimentato anche dalle indicazioni fornite da presunti esperti di diete, che inseriscono a mani basse le barrette nei loro programmi alimentari che hanno l’obiettivo di far perdere peso al paziente. Anche per questo il mercato delle barrette proteiche-dietetiche in Europa vale quasi 6 miliardi di dollari e soltanto in Italia ha superato la soglia dei 500 milioni dollari.
Ma come può fare il consumatore per distinguere una barretta semplicemente proteica da una che invece sia anche dietetica?
La cosa più semplice e immediata è saper leggere l’etichetta del prodotto: parole come sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio, zucchero, miele, maltodestrine, si tratta di zuccheri che non dovrebbero superare il dosaggio di 5-8 grammi per ogni 100 grammi di barrette. Anche la calorie sono importanti per valutare le caratteristiche autentiche delle barrette: se superano la soglie delle 200-250 calorie kcal, più che di una barretta dietetica si tratta di un dolce. Che certo non vi aiuterà a dimagrire.
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