A Lecco in un immobile confiscato ai clan ha aperto una sartoria sociale

Specializzata nell'upcycling di capi dismessi e vecchi tessuti. Vi lavorano giovani disoccupati, donne in difficoltà e migranti.

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A Costa Masnaga, un piccolo comune in provincia di Lecco, un immobile sequestrato ai clan della malavita, che qui investono e spadroneggiano, ha trovato una nuova destinazione, ospitando la sartoria sociale Aracne, dal nome dellagiovane e abile tessitrice della mitologia greca trasformata in ragno da Atena, che la costrinse a tessere per il resto dei suoi giorni.

  • la creazione di abiti e accessori attraverso il recupero e il riutilizzo di tessuti e capi dismessi (upcycling);
  • riparazioni sartoriali e confezioni su misura;
  • laboratori formativi e percorsi di inserimento lavorativo;
  • servizi per aziende, come la realizzazione di collezioni personalizzate e gadget tessili sostenibili.

“Tutto è iniziato quando abbiamo risposto al bando del Comune per l’assegnazione del bene – racconta il presidente della cooperativa Raffaele Pirovano – proponendo il progetto della sartoria sociale. Recupero è una delle parole chiave insieme a trasformazione, che si realizza  ad esempio quando un vecchio jeans diventa borsetta. La sartoria – aggiunge – ha tutti gli elementi dell’economia circolare: recupero, riuso e tutela ambientale”. 

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Qui trovate tutte le proposte e le collezioni di Aracne. 

Attualmente Aracne utilizza diversi canali di vendita e promozione:

  • Vendita diretta presso le sedi di Costa Masnaga (Lecco) e del punto operativo di Lecco, dove è possibile richiedere informazioni o acquistare prodotti su appuntamento. 
  • Eventi, fiere e manifestazioni, come Proposte Fair e ExpoAid, durante i quali espone e vende le proprie creazioni a un pubblico di privati e aziende. 
  • Commesse per aziende, attraverso la realizzazione di prodotti personalizzati e forniture dedicate.

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Fonte immagini: PASO Cooperativa sociale/Facebook

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