Alberto lascia Firenze dopo 15 anni e torna in Calabria: la vita costa troppo

Insegnante di scuola elementare, 44 anni, è stato costretto a rientrare nella sua regione d'origine. In Toscana non ce la fa

alberto
Era arrivato a Firenze, ancora studente universitario, con grande entusiasmo. Ma adesso, dopo 15 anni e nonostante un lavoro con un contratto a tempo indeterminato, Alberto Mezzotero è costretto a lasciare il capoluogo toscano per rientrare nella sua regione di origine, la Calabria. Il costo della vita, a partire dal caro-alloggi, è troppo alto, e lo stipendio di insegnante non basta a tirare avanti.

Mezzotero, che oggi ha 44 anni, era arrivato in Toscana inizialmente per studiare e poi per insegnare alle elementari. È entrato di ruolo nel 2015 e ha lavorato in diversi istituti comprensivi fiorentini. Negli anni ha sempre più sperimentato la difficoltà di vivere a Firenze con uno stipendio da insegnante, soprattutto per gli affitti molto alti e la scarsità di soluzioni abitative accessibili.

Pur di restare a Firenze, Alberto le ha provate tutte, anche di condividere l’affitto con altri inquilini, nonostante non avesse più l’età di uno studente. Alla fine ha chiesto e ottenuto il trasferimento a Cosenza, spiegando che la sua scelta è soltanto economica: a Firenze, ha detto, “con il mio stipendio non c’è verso di vivere in modo dignitoso”.

Secondo dati ISTAT elaborati in studi recenti, circa 60–65 mila persone all’anno si trasferiscono dal Centro-Nord verso il Mezzogiorno: sono emigrati di ritorno, che non riescono a sostenere il costo della vita, dalla spesa all’alloggio, nelle regioni settentrionali. Nello stesso tempo, il Sud continua però a perdere popolazione perché circa 110–120 mila persone l’anno vanno dal Sud al Centro-Nord.

Due movimenti entrambi segnali di diverse patologie. Nel primo caso si torna perché lo stipendio non basta a reggere l’onda d’urto del costo della vita. Nel secondo caso, si emigra perché gli studi al Sud sono meno qualificanti di quelli al Nord e le opportunità di lavoro decisamente più basse.

Foto di copertina tratta dalla pagina FB di Alberto Mezzotero

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