A Verona agli anziani soli ci pensano i cittadini volontari

Il progetto si chiama "Affido Anziani" e tutti, dopo i 18 anni, possono partecipare. La storia di Giorgio e Carla

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Giorgio, 35 anni, impiegato e appassionato di lettura e passeggiate in città, decide di iscriversi come volontario perché vuole “restituire” un po’ di tempo agli altri e combattere la solitudine delle persone anziane. Dopo il colloquio con i servizi sociali e il corso di formazione, viene abbinato a Signora Carla, 82 anni, vedova, con problemi di mobilità limitata e pochissimo contatto con amici e parenti.L’abbinamento viene pensato tenendo conto della passione di Giorgio  per la lettura, che può condividere con Carla; della disponibilità di Giorgio per due pomeriggi a settimana; della vicinanza geografica tra casa sua e quella di Carla. All’inizio, gli incontri sono brevi: Giorgio  la accompagna al parco vicino, legge brevi racconti e chiacchiera con lei sulle vecchie storie della città. Carla all’inizio è timida e riservata, ma gradualmente si apre, raccontando episodi della sua giovinezza e mostrando entusiasmo per le passeggiate.

L’incontro tra Giorgio e Carla è uno dei tanti all’interno del progetto Affido Anziani del Comune di Verona, un’iniziativa di volontariato sociale pensata per contrastare la solitudine e l’isolamento delle persone anziane autosufficienti o parzialmente fragili. L’idea è creare un rapporto di vicinanza tra un anziano (“affidato”) e un cittadino volontario (“affidatario”).

Come funziona

    1. Segnalazione del bisogno
      • La situazione di isolamento può essere segnalata dall’anziano stesso, dai familiari oppure dai servizi sociali.
    2. Selezione dei volontari
      • Possono candidarsi come affidatari persone maggiorenni residenti nel territorio veronese, disponibili a dedicare almeno due ore alla settimana. Inoltre i volontari che si candidano ad accudire gli anziani devono partecipare a un percorso formativo organizzato dal Comune o dall’ente partner, che insegna come relazionarsi in sicurezza e rispettare le esigenze dell’anziano.
    3. Abbinamento (“match”)
      • Dopo colloqui e valutazioni delle esigenze dell’anziano e delle caratteristiche del volontario, viene individuato l’abbinamento più adatto. Dal punto di vista dell’anziano si valutano il suo livello di autonomia, le condizioni di salute, la rete familiare, gli interessi, le abitudini quotidiane e le difficoltà specifiche. Dal punto di vista del volontario, invece, contano la disponibilità di tempo, le modalità relazionali, gli interessi personali, le esperienze pregresse e le motivazioni.
      • 4. Avvio e monitoraggio

      La relazione viene seguita dai servizi sociali e da una figura chiamata Silver Manager, che accompagna e monitora il percorso.

L’affidatario-volontario non deve fornire assistenza sanitaria o professionale. Le attività possono includere:

  • fare compagnia e conversare;
  • accompagnare l’anziano per commissioni o passeggiate;
  • condividere attività e interessi;
  • offrire un supporto relazionale nella vita quotidiana.

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