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Ladri e assassini impuniti: svaligiano case, uccidono innocenti e non pagano mai il conto

La tragedia di Ramacca, in provincia di Catania: due anziane sorelle freddate in modo spietato per 200 euro. Non è un caso isolato. In Italia si consuma un furto in casa ogni 2 minuti, e nel 99 per cento dei casi non c'è un colpevole che paga il conto.

Ladri e assassini impuniti: svaligiano case, uccidono innocenti e non pagano mai il conto
Reati non puniti in Italia
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REATI NON PUNITI IN ITALIA

Due anziane sorelle, due donne settantenni, non certo né ricche né benestanti, uccise in modo freddo e feroce. A Ramacca, in provincia di Catania, Filippa e Lucia Mogavero hanno avuto la sventura di trovarsi in casa, per il solito furto, uno dei tanti che avvengono in Italia, uno ogni due minuti, finito poi con un omicidio. Per 200 euro, e per la mano assassina di un trentenne, Gianluca Modica, incastrato da prove inoppugnabili e reo confesso. Già reo confesso, uno dei pochi colpevoli certi, visto che il 99 per cento dei furti in Italia, spreco incredibile di sicurezza e di convivenza civile, restano puntualmente senza un responsabile. Nella totale impunità, mentre salgono l’urlo, e le azioni, di quanti, in presenza di fatti analoghi a quelli di Ramacca, vorrebbero avere mani libere nel difendersi, da soli, con le armi.

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RAPINE E REATI IMPUNITI IN ITALIA

L’urlo demagogico, ma anche il mettere la testa nella sabbia come gli struzzi, sono le peggiori reazioni che si possono avere di fronte alle tragedie come quella di un povero barista, Davide Fabbri, anche lui ucciso per rapina, sotto gli occhi della moglie, nella frazione Riccardina di Brudio, in provincia di Bologna, nel cuore di un’Italia dove la vita comunitaria è sempre stata un modello, e adesso è messa a rischio da autentici assassini.

La demagogia tracima fino all’invocazione delle armi (come se così si risolvesse il problema) come autodifesa, chiedendo di trasformarci tutti in cittadini-pistoleri a fronte di uno Stato che non ci protegge. La testa nella sabbia, invece, mescola un pietismo di maniera con la rimozione di un problema con il quale dobbiamo fare i conti: la nostra sicurezza. Un bene assoluto, talvolta sprecato.

FURTI IN CASA IN ITALIA

Nel circolo vizioso di questa doppia ipocrisia, si perde di vista la realtà, l’unica che può aiutarci a restare con i piedi per terra ed a reagire nei modi giusti, o perlomeno utili e ragionevoli. La realtà parte da due numeri: in Italia bar e negozi subiscono 14 rapine a mano armata al giorno, una ogni due ore. Cifre impressionanti, che ci fanno capire come questi negozianti, spesso, come il barista di un piccolo centro emiliano, punti di riferimento sul territorio, sono sotto lo schiaffo della criminalità. Piccola, media o grande, è perfino secondario. Allo stesso tempo, c’è da dire l’Italia non è il Far West, e in ogni caso le rapine alle attività commerciali sono diminuite del 13,6 per cento (la fonte è l’Istat) negli ultimi anni.

PER APPROFONDIRE: L’Italia degli impuniti: il raccolto in questo libro

EMERGENZA SICUREZZA IN ITALIA

Le rapine sono diminuite come la sicurezza, e la percezione che i cittadini ne hanno: come si spiega questa apparente contraddizione? Dove sta il buco nero? Le risposte sono racchiuse in una parola: impunità. Di queste rapine al ritmo di una ogni due ore, solo nella metà dei casi si riesce ad arrestare il malvivente colpevole. Poco, troppo poco, nonostante lo sforzo coraggioso di tanti carabinieri e poliziotti che fanno il loro dovere di servitori dello Stato. E quanto tempo si riesce a tenere in carcere un colpevole di omicidio o di tentato omicidio? Poco, troppo poco, rispetto alla gravità del reato: su 10mila rapinatori (anche a mano armata) arrestati ogni anno grazie anche al lavoro (pagato poco e male) delle forze dell’ordine, meno della metà sono in carcere dopo un anno, e questo significa la cancellazione con un colpo di spugna del principio di civiltà della certezza della pena.

Anche per i soliti buchi neri della macchina della giustizia penale, per il fatto che molti magistrati considerano questa un’attività minore nel loro lavoro (rispetto alla popolarità che si guadagna, per esempio, con un’indagine a cavallo tra politica e corruzione), e per un meccanismo bestiale della Giustizia che, tra mille sprechi di leggi, leggine e furbizie varie, riesce quasi sempre a garantire l’impunità ai colpevoli. Anche quelli di rapine a mano armata. Lo stesso film, se ci pensate e se andate a vedere da vicino, che vediamo a proposito della corruzione, dell’assenteismo di massa, dei furti in casa (senza colpevoli nel 99 per cento dei casi!).

Qui si consuma la nostra paura e la nostra rabbia di cittadini. Qui frana il Paese legale e si afferma l’Italia dell’illegalità. Qui pescano i cultori della violenza, offensiva e difensiva. E da qui bisognerebbe partire per dire: Più sicurezza per tutti, meno delinquenti che la fanno franca sempre e comunque.

L’ITALIA DEGLI IMPUNITI:

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