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Mezzi pubblici: abbiamo gli autobus più vecchi e inquinanti d’Europa

La Cassa depositi e prestiti coinvolta per un piano di acquisti: una buona mossa, ma 1,5 miliardi sono pochi. L’età dei bus è 13 anni, il doppio della media europea. E sono quasi tutti mezzi che avvelenano l’aria.

Mezzi pubblici: abbiamo gli autobus più vecchi e inquinanti d’Europa
Mezzi pubblici in Italia, vecchi e fortemente inquinanti
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MEZZI PUBBLICI IN ITALIA -

Uno specchio utile per capire la qualità della vita in una città, in una regione, in un Paese, è sicuramente il funzionamento dei mezzi pubblici. E noi siamo messi male. Mentre i sindaci continuano a sommare divieti, non avendo altro strumento contro lo smog, oppure  annunciano immaginifiche metropoli della bicicletta (vedi l’ex sindaco Marino a Roma), la realtà è che abbiamo il parco autobus più vecchio e più inquinante d’Europa.

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MEZZI PUBBLICI ITALIANI VECCHI E INQUINANTI -

L’età media sfiora i 13 anni (ma molti mezzi ne hanno più di 30), il doppio della media europea dove non si superano i 7 anni. Più della metà degli autobus sono euro 0,1 e 2, ovvero avvelenano l’aria che i cittadini respirano. Ci sono aziende del trasporto pubblico dove più di un terzo dei mezzi, come nel caso di Napoli e Roma, sono fermi nei depositi. Rotti e non riparabili o per i danni che presentano o per mancanza di soldi. Con il risultato che in queste città chi utilizza il mezzo pubblico, magari rinunciando all’auto, diventa prigioniero di una scommessa. Può restare anche per mezz’ora alla fermata in attesa del bus.

MEZZI DI TRASPORTO PUBBLICI IN ITALIA -

Che fare? I comuni, e anche le stesse regioni, non hanno soldi per gli investimenti che sono necessari. E molto spesso le aziende dei trasporti hanno un fardello di debiti che pesa anche sui possibili acquisti. Talvolta non riescono neanche a garantire il pagamento puntuale degli stipendi ai dipendenti. Serve un’azione di sistema, pilotata da Roma. E per questo mi sembra un buon metodo la scelta del ministro Graziano Del Rio di affidare alla Cassa depositi e prestiti la funzione di regia del piano, con una holding ad hoc per l’acquisto in leasing di mezzi per il trasporto pubblico locale su ferro e su gomma. Bisognerebbe poi aggiungere due cose strategiche. Primo: una separazione, nelle aziende del trasporto locale, tra la società da libri in tribunali con i relativi debiti (la bad company) e quella operativa, pulita sul piano dell’equilibrio finanziario (la new company). Secondo: un graduale ingresso dei privati nel settore che, se messi in condizione di lavorare, possono portare soldi e competenze. Due cose che servono.

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