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Wwf, il mese delle farfalle

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Si inaugura domenica il “mese delle farfalle”, una serie di iniziative dedicate a chi vuole avvicinarsi al mondo di questi splendidi insetti. Saranno una ventina le oasi WWF dal nord al sud Italia che durante i fine settimana, ma anche con aperture speciali in altri giorni, organizzeranno visite guidate e attivita’ a tema fornendo ai visitatori una speciale scheda di riconoscimento delle specie piu’ frequenti. Nell’Anno della Biodiversita’, e’ un’occasione unica per passare una giornata estiva nella natura, passeggiando tra fioriture coloratissime nel pieno del loro splendore, per imparare a distinguere le diverse specie, ammirare le geometrie delle loro livree, scoprire le abitudini e gli elementi di minaccia degli insetti piu’ amati, che attirano l’attenzione di studiosi e appassionati da piu’ di 300 anni.

Si’ perche’ sebbene in Europa siano presenti 482 specie di farfalle diurne tra cui 142 esclusive del continente, queste stanno subendo una sensibile diminuzione: negli ultimi 10 anni, il 31% delle farfalle europee ha subito un sensibile declino e il 9% e’ considerato ormai a rischio. In Italia sono oltre 270 le specie presenti e anche da noi molte sono in declino, un fenomeno gia’ segnalato all’inizio degli anni ’90, quando uno studio del WWF aveva scoperto che ben 13 farfalle diurne e 6 specie notturne si trovavano in pericolo di estinzione, mentre altre 28 risultavano minacciate.

E perdere queste preziose creature – minacciate dalla distruzione e dalla trasformazione degli habitat, dall’agricoltura intensiva, dall’inquinamento atmosferico e da pesticidi, dai cambiamenti climatici e dal mercato del collezionismo – significa anche perdere i servizi ecologici di primaria importanza che sono in grado di fornire, dall’impollinazione, al controllo dei parassiti, all’essere una fonte importante di cibo per i predatori, senza considerare che le farfalle sono anche ottimi indicatori della salute dell’ambiente e dell’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi.

“Le farfalle sono oggettivamente tra gli animali piu’ affascinanti e amati di tutti i tempi, ma pochi sanno che hanno anche un ruolo fondamentale per garantire gli equilibri e la salute dei nostri ecosistemi – ha detto Antonio Canu, Presidente di WWF Oasi – Per non perdere questo bene prezioso e’ fondamentale tutelare i loro habitat ed eliminare i fattori di minaccia, per esempio selezionando una rete di aree – delle vere “oasi per le farfalle” – dove tutelarne le specie a rischio. Molte aree del WWF ospitano da anni appositi ‘giardini delle farfalle’, che grazie alle fioriture di piante appositamente inserite e ricche di nettare o che sono fonte di nutrimento per i bruchi, attirano moltissime farfalle, nel pieno della loro attivita’. L’invito per questo mese di luglio e’, quindi, di venire nelle Oasi per ammirarle da vicino, apprezzarne l’importanza e scoprirne le caratteristiche meno conosciute.”

Per esempio? Le minuscole scaglie che colorano la loro livrea. Oppure i sapori disgustosi, i disegni a forma di occhi o i peli urticanti dei bruchi, tutte forme utili a difendersi dai predatori. I “gusti” alimentari dei bruchi, che si nutrono di poche o di un’unica specie di pianta, oppure il racconto delle migrazioni di quelle specie che attraversano anche il deserto per arrivare fino da noi e magari continuare il viaggio verso il nord. Sono solo alcuni dei “segreti” che verranno svelati dagli esperti del WWF nelle 20 Oasi che aderiscono all’iniziativa in Lombardia (Vanzago), Veneto (Valle Averto), Trentino (Valtrigona), Toscana (Bosco Rocconi, Burano, Orti-Bottagone, Orbetello), Lazio (Macchiagrande), Molise (Guardiaregia-Campochiaro), Campania (Cratere degli Astroni, Bosco San Silvestro, Persano, Diecimare), Puglia (Monte Sant’Elia, Le Cesine), Sicilia (Lago Preola, Torre Salsa, Capo Rama), Sardegna (Monte Arcosu). Informazioni e dettagli sul sito www.wwf.it. A tutti i partecipanti, verra’ consegnata una scheda illustrata con le 20 farfalle diurne piu’ caratteristiche delle Oasi WWF.

L’iniziativa e’ organizzata in collaborazione con il Museo di Zoologia di Roma e ha il prezioso supporto di Bernard d’Abrera, celebre autore dell’Atlante delle farfalle del Mondo, nonche’ storico e filosofo della Scienza e grande disegnatore, che ha gentilmente concesso le sue immagini per la scheda sulle farfalle.