Le vespe, le cui specie (in tutto sono oltre trentamila) più note e diffuse in Italia sono la Vespula vulgaris o la Polistes dominula, possono diventare aggressive vicino al nido o al cibo. Si tratta di insetti cattivi e pericolosi, ma a parte che esistono migliaia di specie di vespe solitarie completamente innocue per l’uomo, le vespe sono molto utili per gli ecosistemi e anche indirettamente per l’uomo, anche se hanno una reputazione decisamente peggiore delle api.
Ecco perché: Controllano i parassiti, molte specie di vespe sono predatrici e catturano insetti come mosche, bruchi, afidi e zanzare. Per questo vengono considerate importanti nel controllo naturale dei parassiti agricoli.
- Impollinano: non sono efficienti quanto le api perché hanno meno peli sul corpo, ma visitano comunque molti fiori e contribuiscono all’impollinazione.
- Visitano circa 960 specie di piante e almeno 164 specie vegetali dipendono dalle vespe per l’impollinazione.
- Riciclano materia organica: alcune specie aiutano a decomporre animali morti o materiale organico.
- Sono parte della catena alimentare: vengono mangiate da uccelli, rettili e altri insetti, quindi hanno un ruolo importante nell’equilibrio ecologico.
- Alcuni studi hanno mostrato che le vespe possono trasportare sulle loro zampe e nel loro apparato digerente lieviti, inclusi quelli del genere Saccharomyces, che sono fondamentali per la fermentazione del vino. In questo modo contribuiscono a dare carattere al vino.
- Aiutano la ricerca scientifica: certi veleni e comportamenti sociali delle vespe vengono studiati in biologia e medicina, in quanto considerati antibatterici e antitumorali.
Proprio una revisione scientifica, intitolata Ecosystem services provided by aculeate wasps e pubblicata nel 2021 sulla rivista scientifica Biological Reviews, una delle più prestigiose in ecologia e zoologia, dopo aver analizzato oltre 500 studi scientifici sulle vespe arriva a queste conclusioni, a proposito dell’utilità delle vespe:
- controllano naturalmente molti insetti dannosi per l’agricoltura;
- contribuiscono all’impollinazione di centinaia di specie vegetali;
- aiutano gli ecosistemi come predatori e decompositori;
- potrebbero avere applicazioni mediche grazie alle proprietà antibatteriche e antitumorali del veleno.
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