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Verso un patto euromediterraneo dell’energia

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Esperimenti energetici fra Francia e Marocco. A partire dal prossimo autunno i due paesi daranno il via alle prime fasi sperimentali di esportazione dell’energia solare dal sud al nord del Mediterraneo. Ad annunciarlo il ministro francese per l’Industria Eric Besson, dall’apertura del secondo Forum Euro-Mediterraneo sull’Efficienza Energetica a Monaco. Sottolineando che la domanda di energia elettrica aumenterà del 6 per cento l’anno entro il 2025 nel Mediterraneo meridionale e orientale, Besson ha colto l’occasione per incitare l’Unione per il Mediterraneo (Upm) a guidare la “rivoluzione” economica verso un modello decarbonizzato che assicuri una crescita sostenibile in tali paesi. Per raggiungere questo obiettivo, il ministro ha proposto l’istituzione di un “patto euromediterraneo dell’energia”, che verrà formalmente presentato il 20 maggio prossimo presso il segretariato generale della UPM.

Mentre moltiplicano i ponti di cooperazione sulle sponde del bacino – dal Piano Solare Mediterraneo a Dii Consortium (Desertec) passando per Imedi e Transgreen – il patto sarebbe già stato definito.
Il progetto in questione prevede l’accelerazione dei finanziamenti al Piano Solare Mediterraneo, la mobilitazione delle istituzioni multilaterali e degli investitori privati e la creazione di una rete elettrica avanzata che colleghi nord e sud. Il patto mirerà anche a stabilire una cooperazione tecnologica ottimale, attraverso la creazione di una zona industriale dedicata alle fonti alternative e alle reti elettriche.
Verrà creato l’Istituto Euro-Mediterraneo di tecnologia (Emitec), con sede a Tunisi, il cui accordo è stato firmato oggi a Malta, come parte della Conferenza dei ministri dell’Industria dell’Unione per il Mediterraneo.
La Francia, ha aggiunto Besson, sta lavorando attivamente per creare un centro di finanza internazionale per le energie rinnovabili; l’obiettivo è quello di creare nel 2011 una piattaforma pubblico-privata che individui i migliori progetti, analizzandoli secondo il criterio di rischi finanziari per poi proporli alle banche e ai fondi di investimento.