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Veicoli commerciali, l’Italia chiede limiti di velocità più severi

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La tutela dell’ambiente è spesso sinonimo di tutela della salute, che stavolta si è tradotta in una richiesta di limiti più stringenti che ridimensionino la velocità dei veicoli commerciali. L’appello è stato lanciato da Amici della Terra, Legambiente e Terra! a seguito della pubblicazione dei dati del sondaggio Doxa che vogliono 9 italiani su 10 favorevoli all’introduzione di limitatori di velocità sui furgoni e sugli altri veicoli definiti commerciali, portandoli ad un massimo di 90 km/h. Da qui è partita la richiesta indirizzata al governo affinchè in sede comunitaria si sviluppi una legislazione che trasformi in realtà la volontà degli italiani.
Secondo i dati l’89% della popolazione maggiorenne sarebbe quindi favorevole all’istallazione di speed limiters su camion, autocarri e su tutti gli altri veicoli commerciali che al momento non sottostanno a nessun obbligo specifico che ne limiti la velocità, tranne quelli validi per le automobili, con numerosi consensi tra le donne, soprattutto se in età più avanzata, fino a raggiungere il 93% dei consensi superati i 54 anni di età.
Responsabili di circa il 30% degli incidenti stradali (sondaggio ISTAT) i veicoli commerciali per il 33% degli italiani non dovrebbero poter superare i 90 km/h mentre per il 48% il limite dovrebbe essere fissato a 110 km/h ottenendo così anche una sostanziale riduzione delle emissioni di inquinanti.

Come riportato nel rapporto di Transport & Environment Speed limiters for vans in Europe: Environmental and safety impacts limitando la velocità a 110 km/h il risparmio di CO2 toccherebbe il 7%.
“L’unione Europea ha già ceduto lo scorso febbraio alle richieste delle lobby automobilistiche approvando obiettivi blandi per gli standard di emissioni per i veicoli commerciali, 147 grammi di CO2 per chilometro entro il 2020 rispetto ai 135 previsti inizialmente” hanno dichiarato le associazioni. “Ora è necessario cambiare rotta e proseguire nella strategia di riduzione delle emissioni da parte dei trasporti, uno dei settori maggiormente responsabile dei cambiamenti climatici, anche attraverso la modifica degli stili di guida e delle regole della circolazione stradale a beneficio, oltre che dell’ambiente, anche della sicurezza dei cittadini”.