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Una guida completa per buttare il cellulare nel posto giusto. E non sprecare materiali preziosi inquinando l’ambiente

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Gli italiani posseggono quasi un cellulare e mezzo a testa, un record europeo. Un tipico caso di acquisti compulsivi, per i quali il mercato è saturo, alimentati anche dal fatto che la manutenzione del telefonino, dobbiamo riconoscerlo, è costosa, poco efficiente, e quasi mai proposta dai rivenditori. Se entriamo in un negozio con un tasto numerico consumato, o piuttosto rotto per un banale accidente, e chiediamo la riparazione del cellulare, la risposta più probabile è sempre la stessa: «Le conviene comprarlo nuovo….». La tecnologia funziona così e fino a quando non riscopriremo tutti i vantaggi della manutenzione, anche in termini di economia generale (lavoro, ricchezza e dunque crescita), sarà difficile invertire il paradigma. Intanto, però, possiamo evitare un doppio danno alle nostre tasche e all’ambiente imparando a smaltire il telefonino che dobbiamo sostituire. Gettarlo nella spazzatura è un delitto, come abbandonarlo in una discarica abusiva, in un cassonetto dei rifiuti, in un luogo isolato. Il cellulare, come tutti gli elettrodomestici, in realtà é ricco di materiale riciclabile  e depositarlo nei posti giusti è molto più semplice di quanto potete immaginare. La conferma arriva da un sito, www.remediapervoi.it, aperto da qualche settimana dal Consorzio nazionale per la gestione di apparecchiature elettroniche ed elettriche. La navigazione all’interno è molto semplice e offre indicazioni pratiche, ma anche un calcolo efficace sugli effetti benefici, individuali e collettivi, dello smaltimento corretto e del riciclo degli elettrodomestici.  E’ sufficiente, per esempio, indicare il nome della propria città e l’indirizzo compreso di codice postale, e si può conoscere l’eco piazzola più vicina alla propria abitazione. Il luogo giusto per eliminare definitivamente il cellulare che non useremo più. Un’alternativa ai suggerimenti del Consorzio RAEE , se il telefonino che vogliamo eliminare è ancora funzionante, è quella di recarsi in una qualsiasi parrocchia del proprio quartiere: il dono sarà sicuramente accolto con sentiti ringraziamenti e andrà a vantaggio di chi non può permettersi le nostre spese compulsive in materia di cellulari. Infine una piccola consolazione: lo smaltimento dei cellulari non è un problema solo degli italiani che pure non brillano per educazione civica e rispetto dell’ambiente. Nella civilissima Londra, infatti, la giornalista Rose George è andata in giro nelle fogne della città, accompagnata da esperti «bracconieri» della rete, e ha scoperto che cosa sono capaci di infilare i londinesi in questo luogo. Di tutto, dai pezzi di motociclette ai passeggini, dalle monete fuori circolazione agli armadi. E anche 850.000 (sì, avete capito bene: quasi un milione) cellulari.