Un milione di posti di lavoro grazie al sole e al vento in Italia | Non Sprecare
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Un milione di posti di lavoro grazie al sole e al vento in Italia

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Lavorare nell’ambiente e nelle energie rinnovabili. Lo desidera un giovane su tre, ma anche per lavoratori maturi in questo settore si possono aprire nuove opportunita’. “Green economy” e “green jobs” non sono solo termini di moda, ma un concreto bacino di occasioni per le aziende e per le persone e un settore su cui impostare un nuovo sviluppo.

Profili
Come risulta da un recente sondaggio di Umana, agenzia del lavoro, il 37% degli under 30 vorrebbe trovare un’occupazione nel settore delle energie rinnovabili. Per Umana le figure piu’ richieste sono ingegneri, tecnici, progettisti, specialisti in normative, installatori e manutentori. Mentre il portale InfoJobs segnala dal suo canale tematico Green Job le cinque professioni piu’ ricercate del momento: responsabile di impianti per la selezione dei rifiuti, ingegnere ambientale, ingegnere per il settore energetico-fotovoltaico, progettista di impianti fotovoltaici, perito elettrico settore fotovoltaico.

Occupazione
Anche le stime sull’occupazione futura generata da questo settore denotano ritmi di crescita importanti. Secondo un’indagine dell’Isfol, realizzata da Rita Ammassari e Maria Teresa Palleschi, in una quindicina d’anni il settore verde (energie rinnovabili, agricoltura biologica, gestione rifiuti, protezione del suolo e dell’acqua, turismo ambientale, bio-architettura) e’ cresciuto di oltre il 40%, passando da 264mila occupati nel 1993 ai quasi 400mila del 2008; mentre, crisi permettendo, per i prossimi anni le stime parlano persino di un raddoppio. Un misto di verde e di rosa, perche’ il settore delle nuove energie apprezza in modo particolare il ruolo delle donne, la cui presenza cresce del 25%.

La formazione
La ricerca Isfol permette anche di cogliere il ruolo strategico in questo settore della formazione. Ci sono stati circa 300 master nel biennio 2007-08 e ogni anno vengono proposti oltre 2mila corsi: ma qui il problema e’ quello dell’efficacia e della qualita’, garantita e perseguita soprattutto la’ dove i corsi nascono con il concorso ravvicinato di universita’ e imprese.

Chi cresce di piu’
Secondo le stime presentate al Festival internazionale dell’Ambiente di Milano da Fabrizio Tomada, Direttore del Gse (Gestore servizi elettrici), che fa capo al ministero dello Sviluppo economico, le fonti energetiche che cresceranno di piu’ sono nettamente l’eolico e il solare. Per Tomada si dovrebbero anche sbloccare rapidamente dalla Conferenza Stato-Regioni gli incentivi utili a raggiungere il potenziale stimato al 2020.

I protagonisti
In un settore ancora frammentato, le aziende che hanno deciso di puntare sulle energie rinnovabili sono molte e molte ne nascono e crescono. Una delle criticita’ e’ quella del reperimento di figure professionali gia’ disponibili sul mercato. “In pochissimomeno siamo cresciuti da 14 a 120 persone”, testimonia Roberto Chironna, responsabile Risorse umane di Mx Group, che progetta e produce grandi parchi fotovoltaici “e cresceremo ancora, anche se in modo graduale, vista la situazione di crisi. Cerchiamo soprattutto persone che condividano con noi un modello di azienda partecipativa e la visione sul futuro”. Samantha Grego, responsabile Risorse umane di Juwi energie rinnovabili, azienda di matrice tedesca, mille dipendenti nel mondo, che opera da Verona, sottolinea i fabbisogni, oltre che di tecnici, di figure interdisciplinari: project manager, system integrator e manager a tutto tondo. Mentre Cesare Fera, presidente della giovanissima Fabbrica energie rinnovabili alternative, che opera nell’eolico, solare e idroelettrico, sottolinea in questa fase le incertezze che derivano dal legislatore, che appaiono a volte contraddittorie e che spesso limitano le incentivazioni economiche al settore proprio quando ve ne sarebbe un maggiore bisogno.