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Uffizi, la guerra dei tarli

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L’assalto è di quelli invisibili, ma dannosissimi e la Galleria degli Uffizi se ne sono accorti tanto che negli ultimi anni sono stati disinfestati dai tarli ben 400 capolavori. La guerra agli insetti, inquilini indesiderati di uno dei più celebri musei del mondo è in pieno svolgimento. Grazie a un finanziamento della Cassa di Risparmio l’assalto degli insetti xilofagi – una presenza tipica in ambienti con strutture lignee, come quali musei o quadrerie di eccellenza – verrà debellato con un nuovo intervento conservativo condotto dalla direzione e dal personale della Galleria. Saranno bonificate le porte della Galleria e la preziosa sala delle miniature.

”Anche la tutela è valorizzazione, pur facendo meno notizia  –  osserva il direttore del museo Antonio Natali  –  e con i fondi concessi dall’Ente e con quelli statali, siamo potuti intervenire su oltre 400 opere, dal 2008 ad oggi.  Attualmente stiamo organizzando il trattamento chimico di tutte le porte della Galleria e il risanamento delle decorazioni lignee della Sala delle Miniature. Ma, soprattutto, siamo potuti intervenire su opere di grande importanza e dimensione quali il polittico con l’Incoronazione della Vergine di Lorenzo Monaco, l’Incoronazione della Vergine di Botticelli e il trittico con l’Adorazione dei pastori di Hugo van der Goes, interventi urgenti e delicatissimi che abbiamo effettuato senza muovere le opere  e senza intralcio per il pubblico: non bisogna dimenticare, infatti, che due di questi dipinti sono collocati in una sala rilevante quale è quella di Botticelli”. Decisivo nell’attuare questi interventi è, vista la penuria dei finanziamenti statali, l’intervento dell’Ente Cassa di Risparmio.

”Riteniamo quanto mai opportuno  –  spiega il presidente dell’Ente Michele Gremigni  –  affiancare il nostro sostegno ad eventi culturali di grande rilevanza con finanziamenti destinati ad interventi di tutela che incidono in maniera ancora più significativa nella salvaguardia dei nostri capolavori”.

Di particolare importanza è stato, l’intervento sul polittico di Lorenzo Monaco era ritenuto improcrastinabile per lo stato di conservazione dell’opera ed eseguito posizionando di fronte al dipinto, che è alto quasi cinque metri, un telo di materiale speciale, agganciato sul montante del lucernario in modo da formare una sacco chiuso. All’interno del sacco è stato immesso azoto fino alla saturazione dell’ambiente, permettendo così l’eliminazione delle larve e delle uova presenti nel legno. L’operazione è stata condotta col costante controllo dei parametri di umidità, temperatura, pressione, concentrazione della pressione di azoto, residuo di ossigeno ed è terminata con un trattamento di protezione da futuri attacchi. La sperimentazione effettuata sul polittico nel 2009 ha permesso di individuare una specifica metodologia e un’apparato tecnologico adeguato alle disinfestazioni di opere di grandi dimensioni e nel 2010, grazie al sostegno della Cassa di Risparmio, sono stati eseguiti altri due notevolissimi interventi nella Sala di Botticelli: il trittico di Hugo van der Goes e l’Incoronazione della Vergine di Botticelli.