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Tutte le stranezze delle compagnie aeree

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In questo momento di entusiasmo vacanziero, vorremmo portare all’attenzione dei lettori come uno dei mezzi più utilizzati per raggiungere le agognate mete delle vacanze, ossia l’aereo, sia pieno di tranelli per il povero passeggero. Come segnala un articolo di repubblica.it, le compagnie stanno già valutando costi e ricavi dell’ennesimo balzello: dove chi trova i primi, cioè i costi, dovrebbe vincere un biglietto premio. Le tasse con cui dagli Stati Uniti all’Europa i giganti del cielo fanno volare le tariffe quasi mai corrispondono infatti a un servizio – e quindi a un costo – in più: si paga una tassa per ottenere quello che almeno in teoria dovrebbe esistere già. Dovranno anche ridurre le emissioni di Co2 per legge, ma il resto tendono a farlo pagare tutto. Lo spazio per stendere le ginocchia: Delta vi chiede 59 dollari in più. L’uso delle mitiche cappelliere sopra di voi: Spirit vi chiede 20 dollari in più. Perfino l’uso della toilette. No, non è uno scherzo quello del bagno a pagamento. Ci ha provato l’anno scorso Ryanair, che di fronte all’insurrezione prospettata dai clienti ha dovuto battere in ritirata. Naturalmente strategica: invece di fare pagare per andare in bagno, sta progettando di eliminare l’oggetto della contesa e guadagnare spazio per più posti. Un solo bagno per aereo: e se vi scappa incrociate le gambe, tanto non avreste comunque dove stenderle. C’è poco da ridere. Se il viaggio diventa una tortura chiaro che siamo disposti a pagare in più pur di scendere prima. Il sondaggio di George Hobica, l’amministratore delegato di una società che ha fatto una missione del controllo delle tariffe, AirfareWatchdog, dice che il 10 per cento degli americani sarebbe pronto a pagare 10 dollari in più per smontare il più in fretta possibile. Il 3 per cento è disposto a sborsare fino a 20 dollari. E i conti sono presto fatti. Calcolando soltanto il 10 per cento dei passeggeri che pagherebbero 10 dollari, le compagnie incasserebbero oltre 730 milioni all’anno. Del resto proprio tasse e balzelli hanno fatto decollare i costi dei biglietti negli ultimi anni. Gli strateghi del marketing aereo hanno intercettato questa manna dal cielo quasi per caso: aumentando le restrizioni sul bagaglio da portare. Trucco semplice: cambi dimensioni e peso della valigia consentita et voilà. Prima del restyling – negli Usa scattato nell’anno 2007 – le compagnie incassavano sul bagaglio in più 464.3 milioni di dollari. Oggi quella cifra è letteralmente volata a quota 3.4 miliardi. E voi, avete qualche brutta scoperta da raccontare alla redazione di Non Sprecare? Scriveteci su Facebook!