A San Giorgio su Legnano il sindaco chiede una tassa sui cani per pagare la mensa dei bambini

La proposta nasce da un disequilibrio: nel comune sono registrati 850 cani e appena 280 bambini alla scuola primaria.

Famiglia con bambino e cane davanti a un municipio

San Giorgio su Legnano, un piccolo comune dell’hinterland milanese, con 6.800 abitanti, potrebbe essere considerato una sorta di simbolo dell’andamento della curva demografica in Italia. In pratica avviene questo: la popolazione invecchia e i giovani emigrano, alla scuola primaria risultano iscritti appena 280 bambini mentre nei registri comunali sono denunciati 850 cani. Quindi, invece di fare figli qui, come in gran parte d’Italia, si crescono cani e gatti.

Di fronte a questa situazione, il sindaco di San Giorgio, Claudio Ruggeri, 58 anni, eletto in una lista civica, ha voluto fare una provocazione costruttiva, che non fosse soltanto una denuncia. E ha chiesto agli 850 proprietari di cani di pagare una sorta di tassa extra di 20 euro.

Mensa scolastica con tavoli apparecchiati e bambini non riconoscibili

Questi soldi avrebbero una destinazione specifica: consentire di diminuire il costo della mensa scolastica che l’amministrazione locale ha dovuto portare da 6 a 7 euro a famiglia. Anche Ruggeri è padre di tre figli, non ha cani, ma ben 3 gatti, e la sua proposta è stata accolta con reazioni molto contrastanti. Da un lato molti cittadini hanno protestato, dicendo che si tratta di una vera e propria “tassa sui cani”. Dall’altro lato, qualcuno ha fatto i conti, scoprendo che se tutti i proprietari dei cani pagassero il contributo di 20 euro, l’amministrazione comunale avrebbe un bottino extra di circa 17.000 euro. Soldi che, a quel punto, non servirebbero soltanto per abbassare il costo della mensa scolastica.

Alcuni cittadini hanno apprezzato il fatto che il sindaco Ruggeri, abbia voluto richiamare l’attenzione sul problema della denatalità e sulle difficoltà economiche delle famiglie con figli. Lo stesso sindaco ha insistito sul fatto che non si trattava di una vera tassa, ma di un contributo volontario basato sul senso di comunità. Altri, invece, hanno criticato il collegamento tra possedere un animale domestico e non avere figli. Secondo i critici, la proposta rischia di semplificare scelte personali molto complesse, che possono dipendere da motivi economici, di salute o da vicende private. Anche perché il sindaco ha accompagnato la sua proposta con una frase molto netta: “Il vostro labrador non vi pagherà la pensione”.

La provocazione del sindaco, intanto, è servita anche a ricordare l’antica e nobile storia di San Giorgio su Legnano.

Le tracce più antiche della presenza umana nel territorio risalgono all’epoca romana: sono state trovate necropoli databili tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.

Nel Medioevo il paese era conosciuto con i nomi di “Sotena” o “Sotera”. Il nome attuale deriva da una piccola chiesa dedicata a San Giorgio, collegata a un convento di frati agostiniani documentato già nel 1261. Quel convento diede origine anche al vicino Castello di San Giorgio a Legnano.

Fino al 1535 San Giorgio faceva parte del comune di Legnano; successivamente divenne un comune autonomo in seguito alle riforme amministrative dell’imperatore Carlo V. Nel 1862 assunse ufficialmente il nome di “San Giorgio su Legnano” per distinguerlo da altri comuni italiani chiamati San Giorgio.

Nel Novecento il paese si sviluppò gradualmente: furono costruite nuove infrastrutture, la moderna chiesa parrocchiale venne inaugurata nel 1935 e la comunità partecipò alle vicende della Seconda guerra mondiale. Un personaggio ricordato con particolare affetto è Giacomo Bassi, che durante la guerra aiutò una famiglia ebrea a nascondersi e a salvarsi dalle persecuzioni naziste.

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