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Sviluppo “insostenibile”: in arrivo ingenti somme dall’Ue per impacchettare la CO2

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Si parla tanto in questo periodo di crisi dell’energia (su tutti gli esempi della Russia che chiude i rubinetti del metano e quello della riattivazione delle vetuste centrali ad olio), ed ecco arrivare dall’Unione Europea una ricetta alquanto discutibile per far fronte alle criticità. Si apprende infatti come dai vertici europei si sia deciso di finanziare con la “modica” cifra di 1 miliardo e trecentomila euro (presi dal pacchetto Energia) la messa a punto di impianti CCS, ovvero quelle tecnologie atte a catturare l’anidride carbonica delle centrali a combustibili fossili e ad immagazzinarla nel sottosuolo.

Non è la prima volta che su Ecoblog parliamo di questo argomento e non sarebbe questa la prima che ne verrebbe fuori tutto il mio disappunto per tale scelta. L’iniziativa ha ovviamente già suscitato le prime reazioni un po’ in tutta Europa sempre con lo stesso comune denominatore: si critica il fatto che la cattura e lo stoccaggio del carbonio sia una tecnologia ancora non sufficientemente provata e commercialmente non valida. Nonostante il grido di sdegno sembra proprio che l’Unione Europea voglia fare orecchie da mercante e anzi abbia già le idee chiare sui movimenti futuri; sarebbero infatti già stati previsti altri finanziamenti oltre questo per un totale di circa 9 miliardi di euro.

Cifre paurose per delle tecnologie che, parliamoci chiaro, allo stato attuale delle cose sono in forte ritardo in quanto ad efficacia, affidabilità e tornaconto economico, insomma degli autentici flop; e questo nonostante negli ultimi anni siano già state elargite ingenti somme per la realizzazione di progetti europei per il loro sviluppo.