Ribellatevi ai supermercati che non accettano gli shopper portati da casa

Non possono farlo, perché la legge non li vieta. E usarli è un diritto dei consumatori.

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Premessa: la legge italiana non vieta in generale al cliente di portare da casa una shopper riutilizzabile per la spesa. Tutti possiamo fare i nostri acquisti nei supermercati e negli ipermercati con la famosa “borsa della nonna” portata da casa. Questa norma risale al 2019 ed è piuttosto chiara: per i contenitori propri destinati a prodotti alimentari, il cliente può utilizzarli se sono riutilizzabili, puliti e idonei all’uso alimentare, e l’esercente può rifiutarli se li ritiene igienicamente non idonei.

A questo punto, però, “fatta la legge, trovato l’inganno”, a danno dei consumatori. E qui l’inganno consiste nel fatto che mancherebbero alcune delle linee-guida da parte del ministero della Salute per stabilire l’igienicità degli shopper portati da casa.

 Quello che potrebbe chiarire un documento del Ministero, per esempio, è:

  1. Che cosa significa “pulito”
    Stabilire criteri pratici: basta che sia visibilmente pulito? Deve essere lavabile? Deve essere lavato a ogni utilizzo?
  2. Che cosa significa “idoneo per uso alimentare”
    Distinguere una normale borsa riutilizzabile per trasportare confezioni da un contenitore che entra direttamente in contatto con alimenti sfusi. Il Ministero ricorda infatti che gli oggetti destinati al contatto con alimenti rientrano nella disciplina dei MOCA. 
  3. Come deve comportarsi il supermercato
    Per esempio: può il cassiere impedire di appoggiare la shopper sul nastro? Deve consentire al cliente di riempirla direttamente nel carrello? Può rifiutarla senza spiegazione?
  4. Dove passa il confine tra “trasporto” e “contatto con l’alimento”
    Questa è probabilmente la questione più importante. Una shopper in cui metti scatole di pasta, bottiglie, barattoli e confezioni sigillate presenta un problema igienico molto diverso da un sacchetto in cui viene messo direttamente il pane o un prodotto sfuso.
  5. Responsabilità e HACCP
    Il supermercato deve garantire la sicurezza degli alimenti attraverso procedure basate sull’analisi dei rischi. Il Ministero stesso sottolinea che anche le fasi successive alla vendita, compreso il trasporto da parte del consumatore, possono incidere sulla sicurezza alimentare. 

Nel vuoto di questa parte applicativa della legge, molti supermercati e ipermercati ne approfittano per stangare il consumatore, vietandogli di portare il suo shopper da casa, e imponendo l’acquisto dello shopper in vendita alle casse dei supermercati. 

La legge consente i contenitori propri, ma lascia così al negoziante una valutazione sull’idoneità igienica e non disciplina in modo estremamente dettagliato tutte le modalità operative.

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