In America continua la strage delle balene. NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), l’Agenzia del governo degli Stati Uniti che si occupa, tra l’altro, di balene, delfini e cetacei, sta studiando contemporaneamente eventi di mortalità anomala di megattere, balene franche e balenottere minori nell’Atlantico, ma nel caso delle tre specie non è stata identificata una singola causa comune.
La situazione più grave è quella delle balene franche nordatlantiche: NOAA registra 26 casi complessivi nel 2024, ma solo 6 nel 2025 e 6 nel 2026 finora. Per quanto riguarda le balene grigie sulla costa occidentale, nel 2025, fino a giugno, NOAA aveva registrato 47 spiaggiamenti, contro 31 nello stesso periodo del 2024 e 44 nel 2023. Per le megattere sulla costa atlantica, NOAA considera ancora in corso un Unusual Mortality Event (UME), iniziato nel 2016, perché gli spiaggiamenti rimangono elevati.
In realtà la strage delle balene in America è difficile da fermare per le difficoltà che ci sono di incidere sulle sue cause strutturali. Tra le quali le più importanti sono:
Collisioni con le navi
È una delle cause più importanti. Le balene nuotano anche vicino alle coste e nelle stesse zone attraversate dalle navi. Una nave veloce può colpire una balena senza che l’equipaggio riesca a evitarla. Per le balene franche nordatlantiche, NOAA identifica gli urti con le navi come una delle principali minacce.
Reti e corde da pesca
È un altro problema enorme. Le balene possono rimanere avvolte nelle corde delle attrezzature da pesca, trascinandole per mesi. Possono riportare ferite, non riuscire più a nutrirsi normalmente e alla fine morire. Nel 2024 negli USA sono stati documentati 95 casi di grandi balene impigliate, contro 64 nel 2023.
Cambiamenti dell’oceano e crisi climatica
Temperatura dell’acqua, disponibilità di prede e cambiamenti dell’ecosistema possono spingere le balene in zone diverse o rendere più difficile trovare cibo. Per esempio, NOAA ha collegato un precedente episodio di mortalità delle balene grigie a cambiamenti nell’accesso e nella qualità delle prede nel Pacifico settentrionale.
Malattie e tossine
Virus, batteri, parassiti e tossine prodotte da alcune alghe possono uccidere i mammiferi marini. NOAA cita anche malnutrizione e contaminanti tra le possibili cause.
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