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Storico accordo tra Usa e Ue contro la pesca illegale

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Unione europea e Stati Uniti hanno sottoscritto un impegno storico il 7 settembre a Washington che stabilisce un rafforzamento della cooperazione per combattere insieme la pesca illegale. L’accordo bilatelare, sancito dalla firma di Maria Damanaki, Commissario europeo per gli affari marittimi e la pesca e di Jane Lubchenco, Sottosegretario al commercio per gli oceani e l’atmosfera nonché amministratore del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), prevede il divieto di importazione dei prodotti ittici derivanti da cattura illecita.

UE e Stati Uniti rappresentano rispettivamente il primo e il terzo mercato di pesce importato al mondo, al secondo posto c’è il Giappone, e, come si legge nel testo della dichiarazione congiunta, reso di pubblico dominio, a entrambi spetta una grande responsabilità nel proteggere le risorse vitali dell’ecosistema marino. La pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, o pesca INN, deve essere contrastata perché costituisce una delle più gravi e crescenti minacce alla sostenibilità e alla biodiversità degli oceani e del mare sottraendo circa 23 miliardi di euro ogni anno al reddito di pescatori e comunità costiere che esercitano la loro attività in modo legale.

Commissione europea e governo statunitense hanno già posto in essere strategie e introdotto misure specifiche per cercare di prevenire, scoraggiare ed impedire condotte criminali. In sede comunitaria è stato istituito un regime normativo che impone regolari certificazioni agli operatori e comprende pesanti sanzioni a danno delle pratiche illegali di pesca, in alcune zone pari a metà del totale delle catture. A livello internazionale Stati Uniti e Unione europea partecipano d’altro canto agli sforzi per promuovere una migliore e più responsabile gestione del commercio ittico.

Con il patto siglato europei e statunitensi chiedono agli altri paesi di consolidare il sistema globale legale, in particolare ratificando e implementando gli strumenti giuridici elaborati dal Comitato pesca della FAO (Port State measures Agreement) per monitorare e ispezionare i pescherecci o verificare la legalità degli sbarchi, dei trasbordi e di altre operazioni effettuate nei porti.

Stati Uniti e UE intanto si impegnano ad intensificare tra di loro lo scambio di informazioni sulle attività di pesca INN, migliorare l’operatività dei controlli e sviluppare mezzi tecnici e informatici più efficaci per far si che l’illegalità cessi di essere redditizia. “Unendo le nostre forze – ha commentato Maria Damanaki – renderemo più difficile per i criminali continuare i loro “affari sporchi”.

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