A Stoccolma l’aliscafo è elettrico

Emette il 95 per cento di CO2 in meno rispetto agli aliscafi tradizionali. E consuma l'80 per cento di energia in meno. In Italia cambierebbe la mobilità marina

aliscafo
Si chiama Candela P-12 Nova, ed è diventato il mezzo di trasporto più usato dai cittadini di Stoccolma per raggiungere il centro della città dal sobborgo di  Ekerö  e viceversa. L’aliscafo completamente elettrico in funzione nella capitale svedese ha caratteristiche molto interessanti che lo rendono unico al mondo. Innanzitutto abbatte completamente le emissioni di C02: le sue valgono il 95 per cento in meno rispetto a qualsiasi altro mezzo marino tradizionale. In secondo luogo anche il consumo di energia per passeggero-chilometro è dell’84 per cento più basso nei confronti degli altri aliscafi.
Come funziona Candela P-12 Nova?  Utilizza batterie elettriche e ali sommerse (idrofoili) che funzionano in modo simile alle ali di un aereo: quando il mezzo acquista velocità, queste ali generano una forza verso l’alto che solleva lo scafo fuori dall’acqua, riducendo così  drasticamente i consumi energetici e aumentando la velocità.E proprio la velocità è uno dei punti di forza dell’aliscafo elettrico: può raggiungere fino ai 30 nodi  (con un’autonomia pari a 30 miglia nautiche), e questo significa che il collegamento tra  il sobborgo di Ekerö al centro di Stoccolma dura non più di 25 minuti, esattamente la metà del tempo necessario per percorrere la stessa distanza in automobile. Quindi, i vantaggi ambientali ed economici sono tre: non si inquina, si risparmia, e si arriva prima a destinazione. Infine, un computer di controllo, azionato dall’intelligenza artificiale, stabilizza il battello, prevenendo il mal di mare anche in caso di maltempo.

La società che produce l’aliscafo elettrico di Stoccolma si chiama CandelaTechnology AB, leader mondiale nel settore delle barche e dei traghetti elettrici che utilizzanop idrofoili controllati da computer,

È un’azienda svedese fondata da Gustav Hasselskog e specializzata in barche e traghetti elettrici che utilizzano idrofoili controllati da computer, un’impresa considerata in tutto il mondo all’avanguardia in materia di mobilità sostenibile. La storia di Gustav Hasselskog  è molto originale.  È ingegnere di formazione, ma per molti anni ha lavorato nel management e nella consulenza aziendale. Intorno ai 40 anni, però, sentiva di voler tornare a costruire qualcosa di concreto e tecnologico. Lasciò il suo lavoro e si diede circa un anno per capire quale sarebbe stato il suo prossimo progetto.

L’idea arrivò durante le estati trascorse nell’arcipelago di Stoccolma. La sua famiglia utilizzava una barca a motore tradizionale, potente ma costosa da usare e molto energivora. Hasselskog iniziò a chiedersi perché le auto elettriche stessero facendo enormi progressi mentre le barche continuavano a consumare grandi quantità di carburante. Studiando il problema, si rese conto che il vero ostacolo era la resistenza dell’acqua: una barca deve continuamente “spingere” una massa enorme di acqua per avanzare.

La sua intuizione fu che una barca elettrica avrebbe potuto funzionare bene solo se fosse riuscita a uscire quasi completamente dall’acqua. Da qui nacque l’idea di combinare propulsione elettrica e idrofoili controllati da computer, proprio quello che fanno i mezzi prodotti da Candela.  L’obiettivo dichiarato di Hasselskog, che intanto ha lasciato il ruolo di amministratore delegato conservando quello di presidente esecutivo, è rendere il trasporto marittimo elettrico praticabile su larga scala, riducendo consumi, rumore e moto ondoso.

E in Italia? L’aliscafo elettrico, magari con una tecnologia made in Italy, potrebbe essere utilizzato su una serie di rotte:

  • tra le isole del Golfo di Napoli;
  • tra Anzio e le isole pontine;
  • tra Venezia e la laguna;
  • tra le isole minori siciliane;
  • lungo i laghi come Lago di Como e Lago di Garda.

In molte di queste tratte gli aliscafi tradizionali già esistenti; sostituirli con modelli elettrici a idrofoili potrebbe ridurre consumi, rumore e moto ondoso.E non sarebbe un’eccezione in fatto di innovazione: gli aliscafi moderni furono sviluppati proprio in Italia da Carlo Rodriquez e dai cantieri Rodriquez Cantieri Navali negli anni Cinquanta. Un primato che potremmo provare a riprendere.

Foto di copertina tratta da Candela

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