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Spese fantasiose in Sicilia: i “camminatori”

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Il quotidiano La Stampa ha recentemente raccontato una nuova trovata del genio italico. Una spesa folle partorita dalla Regione Sicilia: l’amministrazione assumerà 30 “commessi di piano”, da qualcuno anche chiamati “camminatori”: impiegati con l’incarico di portare documenti da una parte all’altra degli uffici della regione. Di cosa si occuperanno esattamente queste nuove figure professionali, ce lo spiega l’autore dell’articolo Mattia Feltri.

Questi signori riceveranno la giusta retribuzione in cambio dell’instancabile opera delle loro gambe che li conduranno da una stanza all’altra di Palazzo d’Orleans (la sede della Regione) a trasferire documenti, cartellette, incartamenti, faldoni, pratiche, fascicoli e dossier dal mittente X al destinatario Y, poiché il mittente X e il destinatario Y hanno già il loro bel daffare. Una mansione certamente di responsabilità, ma anche piuttosto suggestiva in tempi di crisi e di internet.

L’amministrazione siciliana ha già alle sue dipendenze oltre 16mila dipendenti e oltre 1200 dirigenti (la Lombardia ne ha in tutto circa tremila), e non è nuova a polemiche relative ai suoi strabocchevoli organici. Poco più di un mese fa l’assessorato regionale ai Beni Culturali aveva deliberato l’assunzione di 55 addetti alla sorveglianza dei musei palermitani, che si sommavano ai circa 1600 custodi già ingaggiati negli anni. I conti non tornano se si recuperano nella memoria i casi mitologici dell’area archeologica di Ravanusa che nel 2009 contò il totale lordo di un visitatore accolto con tutti gli onori dai suoi dieci custodi o del museo archeologico di Marianopoli che 2008 ha salutato 34 turisti per un incasso di 63 euro. Lezione siciliana: non sprecare il dipendente pubblico.