Sindaco fai-da-te: quello di Blello fa tutto da solo | Non sprecare
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Sindaco fai-da-te: quello di Blello fa tutto da solo

Luigi Mazzucotelli è un primo cittadino speciale: lavora senza dipendenti. Un’esperienza che dovrebbero fare, per avvicinarsi ai cittadini, tutti i sindaci

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Risponde al telefono. Riceve i cittadini per i servizi allo sportello. Svuota i cestini. In una parola: si arrangia, non sprecando nulla del suo tempo e della sua funzione. Luigi Mazzucotelli, 67 anni, è il più famoso sindaco italiano fai-da-te, e il suo lavoro non è solo quello di rappresentare le istituzioni e trovare accordi politici in Consiglio comunale, ma innanzitutto di servire i residenti del sul comune, in prima persona.

SINDACO FAI-DA-TE

Mazzucotelli è il sindaco di Blello, un piccolo paese di 75 residenti, nelle valli della Bergamasca a 815 metri sul mare. Per quanto piccolo, Blello è un comune come tutti gli altri, con le stesse esigenze di una grande amministrazione e con i relativi uffici che forniscono servizi ai cittadini. Peccato però che qui non ci siano dipendenti. Una convenzione con il comune di Berbenno consentiva al sindaco Mazzucotelli di avere, per alcune ore e in alcuni giorni, un impiegato a sua disposizione. Ma poi la convenzione è scaduta e non è stata rinnovata. Da qui la scelta di fare da solo.

A BLELLO IL SINDACO CHE FA TUTTO DA SOLO

La decisione di Mazzucotelli nasce anche dalle legge dei numeri. Le entrate del comune sono, in tutto, pari a 60 mila euro all’anno, 30 mila arrivano dallo Stato e 30 mila dalla quota dell’Imu di competenza comunale. Non c’è altro. Troppo poco per consentirsi dipendenti. E allora il sindaco fai-da-te scende in campo in prima persona e si affida alla collaborazione di alcuni volontari. Pagati con prodotti locali: salami, taleggio e stracchino.

LA LEZIONE DEL SINDACO FAI-DA-TE

Ma dalla storia di Mazzucotelli si può trarre anche una lezione valida per qualsiasi amministrazione comunale. Ogni sindaco, anche quello di una grande città, avrebbe bisogno di fare un periodo dietro allo sportello, svuotando cestini e rispondendo al telefono. Come fa il primo cittadino di Blello. Sarebbe un’esperienza utile e formativa per due motivi.

  • I sindaci hanno bisogno di capire in presa diretta le esigenze dei cittadini e di mettere il dito nella piaga laddove le risposte degli uffici non sono adeguate. Amministrare un comune significa innanzitutto fornire una buona qualità di servizi: dalla pulizia delle strade a un bus, da un certificato di residenza a un posto al cimitero. Questo è il mestiere del sindaco, e si impara meglio facendolo in diretta, sul campo. Mentre talvolta i sindaci italiani si lasciano trascinare nel frullatore della grande politica, dei giochi di Palazzo, e di tutto ciò che non ha nulla a che fare con il loro mestiere. E così perdono di vista il senso della realtà e i bisogni reali della loro comunità.
  • In secondo luogo, un’esperienza come quella di Mazzucotelli sarebbe utile per avvicinare i cittadini alle istituzioni, la gente, come si dice in gergo, al ceto politico. E sappiamo tutti quanto serva ritrovare un minimo di sintonia in un momento di totale distacco tra rappresentati e rappresentanti.

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