Sferracavallo: il borgo dove la pulizia la fanno i turisti
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Sferracavallo: il borgo dove la pulizia la fanno i turisti. E i cittadini vogliono separarsi da Palermo

Uno scrigno nel cuore di una Riserva naturale e di una Riserva marina. Ma anche un grande immondezzaio. Colpa dell’amministrazione palermitana

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Ultimo aggiornamento il 02.09.2021 alle 19:19

Sferracavallo è una frazione di Palermo, con alle spalle una lunghissima storia di antica borgata marinara e di epicentro di una serie di bellezze storiche e naturali. Basti pensare che buona parte del territorio del borgo è inserita nella riserva naturale di Capo Gallo e il tratto di mare che lo bagna fa parte invece dell’Area naturale marina protetta Capo Gallo-Isola delle Femmine. Tutto sprecato.

SFERRACAVALLO

Meta di un turismo molto orientato al rispetto dell’ambiente e della sostenibilità, Sferracavallo, con i suoi cittadini, chiede da tempo l’autonomia da Palermo e la creazione di un’autonoma municipalità. Il motivo? Questa piccola frazione, un vero scrigno sul territorio, con una sua forte identità storica, economica e sociale, viene completamente ignorata dall’amministrazione comunale del capoluogo siciliano. Innanzitutto per quanto riguarda i servizi. Al punto che raramente si vedono netturbini all’opera e più di una volta i cittadini di Sferracavallo hanno protestato per l’immondizia arrivata e sversata sul loro litorale proprio dal centro di Palermo.

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SFERRACAVALLO: A PULIRE LE STRADE CI PENSANO I TURISTI

Durate l’estate la situazione si deteriora al punto che, come spesso accade in Italia, scendono in campo i cittadini in prima persona a sostituire la municipalizzata. In questo caso si tratta di turisti che arrivano qui ogni anno e amano Sferracavallo. A guidare il gruppo di volontari è Cinzia Bizzarri, un’insegnante di inglese residente a Terni, capace di raccogliere attorno alla sua iniziativa 11 turisti. Aspettano che cali il sole e girano con scope e rastrelliere. Risultato di un solo giorno di raccolta della spazzatura: 13 grandi secchi di immondizia. Dentro c’è di tutto: bottiglie di plastica, sacchetti per la spesa, mascherine, ombrelloni rotti, costumi in disuso. Gli oggetti di una civiltà che tramonta anche se, per fortuna, arriva la luce di qualche generosa persona dotata di un minimo di senso civico.

La foto è tratta da Repubblica Palermo.

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