Sephora, il colosso mondiale della cosmetica, e Benefit Cosmetics (entrambi marchi del gruppo LVMH) sono finiti sotto inchiesta da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza (Antitrust) con accuse molto pesanti: in pratica, la società, celebre per i Sephora kids (i cosmetici più acquistati dagli adolescenti) ha raggiunto il primato su un mercato molto ricco grazie a pratiche commerciali scorrette e un marketing spregiudicato che fa leva sulla promozione fatta anche dai bambini attraverso i social (mentre si sta discutendo di vietarne l’uso sotto i 16 anni).
L’Autorità (AGCM) sospetta che i prodotti di Sephora kids:
- siano pensati per adulti (anti-age, sieri, ecc.)
- ma vengano promossi anche a bambini e adolescenti
- senza evidenziare chiaramente che non sono testati né adatti ai minori
Questo significa che i consumatori sono indotti all’acquisto senza poter valutare tutti i suoi rischi, innanzitutto per la salute.
La seconda accusa, altrettanto grave e intrecciata con la prima, si riferisce al modo con il quale questi prodotti vengono pubblicizzati.
E in particolare attraverso:
- l’uso di baby influencer molto giovani
- contenuti su TikTok/Instagram che mostrano routine skincare
- messaggi che possono spingere all’acquisto compulsivo
L’Antitrust parla di strategie “insidiose” perché sfrutterebbero la vulnerabilità dei minori.
Tutto questo mentre quello di Sephora Kids è ormai un fenomeno di costume, considerando che il marchio dei cosmetici preferiti dagli adolescenti può vantare 22 milioni di follower su Instagram e 2 milioni su TikTok.
Gli interessi in gioco sono enormi: il mercato dei cosmetici per bambini vale circa 20 miliardi di dollari nel 202, ed è prevista una crescita fino a 36 miliardi di dollari entro il 20235. Il costo medio di un solo prodotto per i trattamenti suggeriti agli adolescenti è di 168 dollari.
Foto di copertina tratta da www.sephora.it
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