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Sanità sprecona: in Sicilia acquistano tac e macchinari sofisticati senza usarli

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Strumenti medici all’avanguardia ma anche piccole apparecchiature datate ma ancora in ottimo stato e persino tac e risonanze magnetiche acquistate con i fondi europei. Tutti macchinari indispensabili che dovrebbero essere sempre a disposizione di pazienti esterni e ricoverati ma che invece rimangono abbandonati in corsia o peggio ancora nei magazzini degli ospedali.

Succede in Sicilia, a Palermo, dove i macchinari della Casa del Sole, l’ex ospedale pediatrico smantellato da più di un anno, sono chiusi nei magazzini. Vi sono anche una Tac, un mammografo, un ortopantomografo per la radiografia dell’arcata dentaria e un telecomandato per le radiografie tradizionali: sono chiusi da più di un anno nel padiglione di radiologia senza che nessuno li utilizzi. Altri due telecomandati giacciono invece dimenticati al piano terra di uno dei locali dell’ex Aiuto materno.

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E non va meglio a Messina dove una tac e una risonanza magnetica acquistate con i fondi europei, dopo essere rimaste chiuse per mesi nell’ex ospedale Regina Margherita al cui posto sarebbe dovuto sorgere un Pta, presto troveranno una nuova collocazione altrove.

E aggiungiamo alla lista degli sprechi anche le tre risonanze magnetiche dell’Azienda provinciale di Catania, installate ma non ancora in funzione perché in fase di installazione ad Acireale o di collaudo a Caltagirone. A Paternò si aspetta ancora che il personale venga formato.

Sono installate ma non sono mai entrate in funzione neanche le risonanze di Castelvetrano e Marsala, mentre all’Asp di Enna ci sono due gamma-camere mai adoperate per mancanza di medici.

E questi sono solo alcuni esempi di quell’enorme spreco di macchine e attrezzature che, se funzionanti, potrebbero anche rivelarsi come un importante strumento per ridurre gli infiniti tempi di attesa con cui ogni cittadino si scontra prima di rivolgersi al privato.

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