Roma: 4 milioni l’anno sprecati per le ambulanze ferme | Non Sprecare
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Roma: 4 milioni l’anno sprecati per le ambulanze ferme

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L’assistenza sanitaria negli ospedali italiani diventa ogni giorno più critica. Da nord a sud mancano i posti letto per i ricoveri e le sale del pronto soccorso sono sempre più sovraffollate.

Proprio la situazione che si vive quotidianamente nei reparti di emergenza è ormai al limite. Siccome sono sempre strapieni e non riescono a risolvere in maniera rapida tutti i casi che si presentano, succede che le ambulanze sono costrette a sostare fuori finchè l’ospedale non prende in carico il paziente. E questa attesa può durare anche parecchie ore, a volte addirittura giorni interi.

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Così, in particolare a Roma, succede che, mentre le ambulanze sono parcheggiate fuori dai pronto soccorso senza fare nulla, continuano le chiamate all’Ares, l’agenzia regionale delle emergenze che gestisce le ambulanze, la quale per sopperire alla mancanza dei propri mezzi di soccorso deve ricorrere alle ambulanze private. Questo comporta un danno economico rilevante: il ricorso ai privati costa e i dipendenti che, loro malgrado, rimangono “parcheggiati” fuori dai pronto soccorso, devono comunque essere retribuiti. “Stando all’ultimo bilancio dell’Ares, il ricorso ai privati a causa delle ambulanze bloccate nei pronto soccorso ha causato una spesa di quattro milioni di euro”, come ha evidenziato Sergio Bussone, sindacalista della Cgil.

In seguito ad una legge del 2009, l’Ares, inoltre, per far fronte a queste spese, può rivalersi sugli ospedali e quindi sulle Asl che, di fatto, hanno bloccato le ambulanze. E così è andata all’Asl Roma B, quella di cui fanno parte il policlinico Casilino e l’ospedale Sandro Pertini che si è vista addebitare dall’Ares, per il trimestre gennaio-marzo 2012, una somma pari a 619.911 euro proprio per “addebito fermo mezzi”.

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Una situazione quindi ogni giorno sempre più insostenibile. I pronto soccorso in tilt non causano infatti solo un grave danno dal punto di vista assistenziale con i pazienti sulle barelle per giorni e giorni, ma anche dal punto di vista economico con un enorme spreco di denaro che al contrario dovrebbe essere utilizzato proprio per risolvere questa situazione.

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