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Rinnovabili salve dai nuovi tagli del dl manovra

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Nessuna nuova decurtazione per gli incentivi alle eco-energie e ai bonus sociali. La notizia dei possibili tagli era cominciata a circolare già il 29 giugno per prendere effettivamente forma ieri quando la bozza della manovra economica è entrata in Consiglio dei ministri. Tra i vari emendamenti presentati al provvedimento infatti compariva anche quello di Roberto Calderoli all’art. 33 del DL Manovra contenente una riduzione del 30% di alcune voci delle bollette elettriche a partire dal 2012. Nel dettaglio la modifica prevedeva, a decorrere dal primo gennaio del prossimo anno, che tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni comunque a carico delle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti, venissero ridotti del 30% rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010.

La notizia aveva fatto saltare sul piede di guerra le Associazioni di settore Anie/Gifi, Anev, Aper ed Assosolare firmatarie di un comunicato stampa congiunto in cui sottolineavano l’impatto devastante di questa misura “non solo per il settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ma per tutti i consumatori, sia industriali che domestici, che attualmente beneficiano di incentivi o sgravi che trovano copertura nella bolletta”. Sotto la voce ‘agevolazioni’ sono infatti compresi non solo gli aiuti alle eco-energie ma anche gli sconti alle fasce più deboli.
Le preoccupazioni sono però state rapidamente arginate dall’intervento del ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani. Su pressioni del ministro la norma che appariva nell’ultima bozza della manovra è stata stralciata. Una controproposta non tarda ad arrivare e sono le stesse associazioni di settore a farsi avanti sottolineando che sarebbe opportuno, come da tempo propongono e chiedono gli operatori del settore, eliminare l’IVA sull’A3 o altre voci della bolletta.

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