Quando un alimento è davvero integrale

Almeno il 50 per cento degli ingredienti non devono essere raffinati. Poi contano il colore e la consistenza

Cereali integrali e pane integrale su tavolo, immagine rappresentativa di quando un alimento è davvero integrale

Non sempre i prodotti che ci vengono presentati come integrali, con relativo costo aggiuntivo, sono davvero tali. E i margini sono molto ampi in quanto non esistono norme e regole specifiche per definire un alimento come sicuramente integrale. Però ci sono una serie di indicazioni che possiamo considerare la bussola che ci consente di non sprecare soldi e acquistare ciò che volevamo, ovvero un prodotto integrale.

La percentuale di ingredienti non raffinati

Un primo parametro, largamente condiviso dalla comunità dei nutrizionisti, prevede che un cibo sia integrale se contiene almeno il 50 per cento di ingredienti non raffinati, in base al suo peso secco. Però bisogna fare attenzione: questo è più un criterio consigliato dai nutrizionisti per garantire un buon apporto di fibre e nutrienti, mentre un pane o una pasta possono riportare la dicitura “integrale” anche se non sono fatti al 100% con farina integrale, purché il primo ingrediente sia integrale.

Il livello delle fibre

Tabella nutrizionale su confezione con focus sulle fibre

Un secondo indicatore significativo è che un vero prodotto integrale ha più fibre rispetto a quello raffinato: ad esempio, il pane integrale dovrebbe avere almeno 6 grammi di fibra per 100 grammi di prodotto. Vanno controllati anche zuccheri e grassi aggiunti: integrale non significa “senza zuccheri”. Se quindi leggiamo in etichetta che un prodotto apporta meno di 3-4 grammi di fibra per ogni 100 grammi, possiamo anche scartarlo.

Colore e consistenza

Il colore marrone scuro non è sempre indice di integrale: può essere “scurito” con melassa o caramello. La consistenza, invece, dovrebbe essere più granulosa e compatta rispetto a prodotti raffinati.

I marchi truccati

Lettura dell’etichetta ingredienti su un prodotto, controllo della dicitura integrale

Alcuni prodotti portano diciture come “100% integrale”, “pane integrale” o “cereali integrali”: non sono sufficienti, in quanto esiste una certificazione ufficiale che garantisce l’uso del cereale completo. Anche in questo caso bisogna fare attenzione: questi marchi sono facoltativi e non hanno forza legale universale, ma tentano soltanto di alzare il livello di affidabilità del prodotto. Qui trovate alcuni segnali inequivocabili per riconoscere un cereale integrale.

Multicereale non è integrale

Confronto tra pane integrale e pane multicereale con semi su tagliere

Un altro trucco per ingannare il consumatore è fare confusione tra un prodotto “multicereale” e “integrale”, due fattispecie molto diverse, a partire dal fatto che il primo contiene spesso farine raffinate.

Queste sono le principali differenze.

Un prodotto integrale:

  • Vuol dire che il cereale mantiene tutte le sue parti: crusca, germe e endosperma.
  • Può essere di un solo tipo di cereale (es. farina di grano integrale, riso integrale).
  • Garantisce più fibre, vitamine e minerali rispetto ai cereali raffinati.

Un prodotto multicereale:

  • Significa semplicemente che ci sono più cereali diversi (grano, avena, orzo, segale, mais…).
  • Non indica se sono integrali o raffinati: un pane multicereale può essere fatto quasi tutto con farine raffinate e solo con qualche seme o cereale integrale.

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