Quando la plastica riciclata è tossica

Il lato oscuro del riciclo. Anche la plastica rigenerata può trasformarsi in un materiale tossico, e per questo la vera priorità resta ridurne uso e produzione.

Pellet e frammenti di plastica riciclata in un contesto di analisi ambientale

Si parla tanto di riciclo della plastica e della sua utilità, ma si prescinde da un dato di fatto: anche la plastica riciclata può essere tossica, e anzi questo processo può favorire la pericolosità del materiale.

Rifiuti plastici destinati al riciclo in un impianto di trattamento

Tutto inizia dal fatto che nella plastica vengono utilizzati oltre 16mila composti chimici, e non tutti sono dichiarati in etichetta: di questi ben 4.200 sono pericolosi per la salute umana e per l’ambiente. Che cosa succede con il riciclo? I composti chimici non scompaiono per magia, ma vengono miscelati, in cocktail del tutto casuali, talvolta molto tossici e pericolosi, più della plastica di partenza.

Inoltre esiste un processo di degradazione termica, quando la plastica viene.

  • fusa troppe volte
  • esposta ad alte temperature

La plastica riciclata può degradarsi e formare composti tossici, come per esempio:

  • rilascio di composti organici volatili (VOC)
  • formazione di sostanze irritanti o potenzialmente cancerogene

Campioni d’acqua e microplastiche in un contesto di analisi scientifica

Recentemente la ricercatrice Azora König Kardgar dell’Università di Göteborg si è occupata proprio di studiare la risposta a questa domanda: la plastica (anche riciclata o “biodegradabile”) può diventare tossica? I suoi esperimenti hanno portato a conclusioni molto interessanti. Per esempio, il gruppo di ricercatori guidati dalla Kardgar ha messo dei pellet di plastica all’interno di acquari popolati dai pesci zebra. A quel punto sono state individuate alcune gravi alterazioni genetiche connesse al fatto che i pellett al centro dell’esperimento comunque contenevano fino a 80 sostanze chimiche nocive, in grado di alterare il sistema ormonale, e alcune, residui di pesticidi e farmaci, altamente tossiche e cancerogene.

Un altro risultato importante ha riguardato la plastica “ecologica” come il PLA (derivato dallo zucchero di canna). Un gruppo di pesci persici sono stati nutriti con microplastiche derivanti dalla plastica biodegradabile, considerata sicura e non tossica.

Oggetti di plastica usurati per rappresentare la degradazione del materiale nel tempo

Gli effetti osservati nel corso della ricerca sono stati questi:

  • maggiore reattività e aggressività
  • difficoltà a stare in gruppo
  • minore movimento

La conclusione di questi studi è che, rispetto alle tre R (Riuso, Riciclo, Riduzione), nel caso della plastica l’obiettivo che dovremmo incoraggiare, sia con le scelte politiche sia con i comportamenti individuali, è quello di ridurne l’uso, il consumo e quindi, a monte, la produzione. Decisamente più valido del semplice riciclo della plastica.

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