Pescatori contro l'inquinamento - Non Sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Pescatori contro l’inquinamento: in Campania si pescano rifiuti, aiutando l’ambiente

Ischia, Procida, Punta Campanella, riserva naturale a cavallo tra i due golfi di Napoli e Salerno, fino alla penisola cilentina: una flotta di pescatori-riciclatori raccoglie rifiuti per bonificare il mare della regione. Lottando anche contro il ghost fishing

Plastica, vetro, legno, tessuti, persino metalli. Ogni giorno oltre ai pesci nelle reti dei pescatori finisce di tutto, ogni tipo di rifiuto che inquina il nostro mare. Quindi, perché non unire l’utile al dilettevole, equipaggiando le barche per diventare veri e propri punti di smaltimento rifiuti?

LEGGI ANCHE: Sull’isola di Favignana due giovani designer progettano nasse da pesca in plastica riciclata

PESCATORI CONTRO L’INQUINAMENTO

Idea semplice ed efficace, che rende i pescatori, sicuramente la categoria più consapevole del livello di inquinamento marino, artefici di un’operazione accurata di pulizia dei fondali. È la base del progetto Remare, che ingaggia tutti i pescatori che operano nel golfo di Napoli e nelle acque che lambiscono la penisola cilentina. Una sinergia che permette agli operatori della pesca di pulire le acque e le coste, semplicemente facendo ciò che fanno tutti i giorni: pescando.

Remare, infatti, permette di aggirare un cieco vuoto normativo, e tanti cavilli di legge, che obbligavano i pescatori, in precedenza, a gettare i rifiuti intrappolati nelle reti, nuovamente in mare, senza rivolgersi agli appositi centri di smistamento.I pescherecci aderenti all’iniziativa, infatti, sono appositamente attrezzati con contenitori e ceste di smaltimento e conferimento, che una volta a terra sono poi consegnate a una società di trattamento rifiuti regolarmente registrata e a norma di legge.

Un gesto semplice, che permette di progredire in direzione della tutela del territorio e che restituisce la dimensione di quanto il rispetto dell’ambiente in cui viviamo sia affare di tutti. A partire da chi, quei mari, li solca ogni giorno per portare a tavola il pesce che consumiamo.

PER APPROFONDIRE: Oceani, la plastica avanza ovunque. Altro che riduzione, siamo sommersi

PROGETTO REMARE CAMPANIA

I “pescatori-spazzini” funzionano: da agosto a novembre i rifiuti raccolti sono 19 tonnellate, per un totale di 393 imbarcazioni coinvolte e 4 riserve marine, da nord a sud della Campania, che comprendono circa 52mila ettari di mare.
Il progetto Remare, finanziato dalla regione con fondi dell’Unione Europea ed assoluta novità nel panorama italiano, è riuscito a far operare insieme, all’insegna della consapevolezza ambientale e del rispetto del mare, tutte le riserve marine della regione, consorzi di tutela e cooperative di pescatori. Tutti uniti in direzione dello stesso obiettivo: bonificare il mare campano, purtroppo bandiera nera per inquinamento e presenza di rifiuti plastici, aumentando al contempo la lotta agli sversamenti illegali di rifiuti e al cosiddetto fenomeno del “ghost-fishing”, le reti fantasma slasciate o perse dai pescatori. stessi, che arrivano a rappresentare il 10% dei materiali plastici abbandonati in acqua.

(Immagine in evidenza tratta da Ondanews. Photocredits – Ondanews)

STORIE DI LOTTA ALL’INQUINAMENTO:

 

 

 

Shares